Il 1° gennaio la Bulgaria, facente parte dell’Unione Europea dal 2007, è ufficialmente entrata nell’Eurozona, abbandonando il lev per adottare la moneta unica. Questo passaggio storico ha generato due schieramenti: da un lato i sostenitori che vedono nell’euro una sicurezza per l’economia e una protezione contro l’influenza russa; dall’altro, gli oppositori temono un aumento significativo dei prezzi che potrebbe incidere sulle fasce più povere. L’estrema destra filorussa sfrutta questo clima teso per alimentare i dubbi nei cittadini e causare proteste contro il governo di Sofia.
Tra benefici per le imprese e timore per l’incremento dei costi
Dopo l’iperinflazione negli anni Novanta, l’economia bulgara ha agganciato il valore del lev prima al marco tedesco, successivamente all’euro. Tale scelta ha mostrato una rinuncia totale a una politica monetaria autonoma. È stato l’ingresso ufficiale nell’unione monetaria a permettere a Sofia di partecipare attivamente alle decisioni della Banca centrale europea (BCE). La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha rassicurato il paese sottolineando gli innumerevoli aspetti positivi di cui potranno godere. Cita, ad esempio, la riduzione dei costi di cambio per le imprese che permetterebbe di risparmiare circa 500 milioni di euro l’anno. Inoltre, anche il settore turistico, che rappresenta l’8% del Pil nazionale, ne gioverà grazie agli scambi commerciali più semplici e a una maggiore stabilità finanziaria.
Le previsioni ottimistiche della BCE, però, non spengono le preoccupazioni e lo scetticismo dei cittadini. Ciò che spinge quasi la metà della popolazione a mantenere la vecchia valuta è legata alla situazione economica già fragile. Lo stipendio medio supera di poco i 1.200 euro, mentre il costo della vita continua a salire. Solo sui prodotti di generi alimentari, è stato registrato un incremento del 5% rispetto all’anno precedente. Il potere d’acquisto dei bulgari è fortemente a rischio. Per evitare che i prezzi vengano aumentati esponenzialmente, il Parlamento di Sofia ha deciso di istituire degli organi di controllo specifici. Il compito degli organi è di assicurarsi che, durante il cambio valuta, i commercianti non applichino rincari ingiustificati. La Bulgaria, entrando nell’Eurozona, riesce finalmente a consolidare la propria posizione e allontanarsi da Mosca. È così garantita una maggiore sicurezza nazionale in un momento di massima tensione.
Stefania Cirillo





