Della discografia di Lucio Dalla, che oggi avrebbe spento ottantatré candeline, si potrebbe parlare all’infinito. Da Attenti al lupo all’autobiografica (ma non troppo) 4 marzo 1943, passando per Caruso, l’eredità artistica lasciataci dal cantautore bolognese è pressoché infinita. Un brano, però, è particolarmente caro a un suo amico e collega: si tratta di Canzone e di Samuele Bersani, che ne ha scritto il testo nel lontano 1996.
Anni fa, a Radio 105, Samuele ha parlato del rapporto che lo legava al cantautore, suo mentore e consigliere: «Io ho un (vero) padre, ma nella vita mi è capitato di avere altre figure paterne. Ecco, in Lucio avevo trovato una sponda». «Più passano gli anni più me ne rendo conto», aveva raccontato, commosso. «Siamo pieni di mezzi per comunicare, ma un certo punto ci sta sulle palle che uno ci telefoni. E allora ci mandiamo i messaggini. Più passa il tempo, più mi rendo conto che il più grande amico che ho avuto è stato Lucio, perché mi concedeva il lusso di chiamarlo ad ogni ora».
I consigli di Lucio Dalla a Samuele Bersani e la nascita di “Canzone”

Come lo stesso cantante romagnolo ha raccontato più volte, Bersani, all’epoca ventiseienne, era stato lasciato dalla sua ragazza dell’epoca. Devastato dalla tristezza, aveva deciso di andare a trovare Dalla, lasciandosi andare alle emozioni. Il consiglio del Maestro, di fronte a quella valle di lacrime, era stato fulminante. «Capitalizza il tuo dolore», gli aveva detto, esortandolo a trasformare quella morsa al cuore in qualcosa di creativo e utile, anziché esserne consumato. Il giovane musicista aveva fatto tesoro di quelle parole e, tornato a casa, aveva composto Canzone.
Nel testo, Samuele aveva riversato tutte le speranze di un possibile ritorno della sua amata. In ogni verso, aveva racchiuso il desiderio di raggiungere il suo amore perduto, e di farlo ritornare sui suoi passi. Contento del risultato, e fiducioso nel lieto fine, era tornato da Dalla, che aveva lasciatp più o meno inalterato il pezzo, e l’aveva inciso. Il singolo, pubblicato il 5 agosto 1996, aveva riscosso un enorme successo, ma la fanciulla non aveva cambiato idea.
«Avevo appena scritto il testo di Canzone, dove comunque si capiva che ancora cercavo di ricostruire quella storia», ha rivelato anni dopo. «Mi rivolgevo a quella figura, a quella ragazza, sperando che lei riascoltasse la canzone, glielo dicevo anche dentro al testo. Questa cosa non è andata come sognavo e quindi poi ho scritto Giudizi universali, che è una canzone in cui, invece, ho già la sensazione di aver perso davvero tutto». Deluso, Bersani aveva dunque affidato tutto il suo sconforto a un altro brano, destinato a diventare il suo capolavoro assoluto, Giudizi Universali. Ma questa è un’altra storia.
Federica Checchia





