Il conclave che eleggerà il successore di Papa Francesco, scomparso il 21 aprile, avrà inizio il 7 maggio, come annunciato ieri. In queste settimane che precedono la chiusura delle porte della Cappella Sistina, quasi tutti i cardinali -papabili e non- si trovano a Roma, dove sono giunti in occasione delle esequie del Pontefice. Riunioni, ufficiali o meno, tra prelati sono all’ordine del giorno e indispensabili per capire chi sarà il prossimo a occupare il soglio pontificio. Durante questi incontri, oltre a discussioni spirituali e politiche, c’è però spazio anche per la convivialità, e un divertente episodio che coinvolge un cardinale e un frigobar lo dimostra.
A raccontare l’aneddoto è stato monsignor Anselmo Guido Pecorari, durante un’intervista rilasciata al Corriere della Sera in una pausa al Caffè dei Papi. L’arcivescovo, ormai in pensione, ha svelato i rapporti tra gli ospiti di Casa Santa Marta, la residenza in cui Bergoglio ha vissuto e che ora accoglie i cardinali. Gli ospiti «parlano, si conoscono, si annusano tra di loro e piano piano cominciano a tracciare l’identikit di quello che sarà il prossimo pontefice dopo Francesco».
La “disavventura” del cardinale misterioso e del frigobar
Una sera, un cardinale straniero, di cui Pecorari non ha voluto rendere noto il nome, ha organizzato un meeting nella sua stanza, consapevole del fatto che i muri dell’edificio “abbiano le orecchie”. Da bravo padrone di casa, ha offerto agli altri religiosi qualcosa da bere, attingendo dal minibar che ogni camera ha in dotazione. Ha fatto, tuttavia, male i conti: «Pensava fosse tutto gratis. Ha invitato in stanza un po’ di colleghi per chiacchierare dopo cena e così presto hanno finito tutti i liquori mignon del frigobar.Solo che poi lui se li è ritrovati sul conto e c’è rimasto male».
Pecorari, ormai veterano della vita in Vaticano, ha messo in guardia i cardinali dalle insidie econominche della residenza -del tutto simile a un hotel- e, per estensione, dell’intera capitale. «Ho raccomandato soprattutto ai miei amici inglesi e americani, di lasciare in collegio la veste rossa e di mettersi in tasca l’anello cardinalizio», ha spiegato scherzosamente, «perché gli osti sennò se ne approfittano e li stangano, soprattutto sul vino».
Federica Checchia
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