A prima vista, prendendo tra le mani “Carlo Delle Piane. L’uomo che ho amato” di Anna Crispino, edito da Martin Eden, si potrebbe pensare ad un’opera che racconta dal punto di vista cinematografico questo straordinario interprete del cinema italiano, ma non è così. Quello scritto dalla moglie e cantante è un racconto intimo che ci porta nella quotidianità di un uomo riservato e profondo, regalandoci un ritratto inedito e sconosciuto del compianto grande attore romano.
Carlo Delle Piane, l’uomo oltre la macchina da presa

“Questo libro ha la sacralità di una diario di amore”. Sono le parole con cui comincia l’introduzione a “Carlo Delle Piane. L’uomo che ho amato” di Pupi Avati. Termini con cui il famoso regista, con la quale Delle Piane ha condiviso molti grandi successi come il capolavoro “Regalo di Natale”, ci fa subito comprendere la natura romantica e poetica di questo piccolo ma intenso libro. A cinque anni dalla morte avvenuta nel 2019, la moglie del compianto attore Anna Crispino ha deciso, infatti, di raccontare per la prima volta con l’aiuto anche di amici, come ad esempio Peppe Barra e Vincenzo Mollica, aveva conosciuto amato e apprezzato non solo il lato artistico del defunto marito ma anche quelle umano, la storia di un amore ed di un uomo aldilà della patina cinematografica
Un grande amore
Cosi, immedesimandoci in questo testo, scopriamo un uomo profondo, ma al tempo stesso riservato e amante della bellezza e del jazz. Conosciamo un fobico Carlo Delle Piane che non ama il contatto e la contaminazione dei suoi oggetti ma si mette in gioco dopo l’incontro con la Crispino superando le difficoltà dovute ad una personalità non semplice.
Per questo infatti il compianto attore ha attraversato con l’autrice anche una crisi conclusasi con le sue bellissime parole che aveva detto alla futura moglie: “Non voglio perderti. Tu sei il mio volo nell’anima”. L’inizio di un’apertura che ha reso, quello tra loro due, un rapporto simbiotico dove ciascuno viveva per l’altro fino alla fine sancita con la morte nel 2019 di Delle Piane. Un amore vivo anche negli ultimo anni trascorsi in ospedale dalla coppia che sono raccontati con commozione e lucidità dalla Crispino ed introdotti da una della canzoni più belle del compianto e amico del famoso attore Franco Battiato intitolata “La cura”.
La fede e la follia secondo Carlo Delle Piane
Uno dei capitoli che più incuriosiscono di questo libro è quello dedicato alla fede e alla follia dove scopriamo nella prima parte un Delle Piane devoto e molto legato al culto della Madonna. Una fede che in chiesa, data la sua fobia da contatto che si manifestava in particolare per il segno della pace, viveva in maniera appartata e riservata. Un altro aspetto verso cui il famoso attore aveva una forte attrazione era quello della follia.
Grazie alla curiosità per il lavoro della moglie con i pazienti psichiatrici come arteterapeuta e musicoterapeuta, era venuto in contatto con alcune di quelle persone stabilendo un rapporto di profonda empatia e comprensione. Una sensibilità dovuta, spiega la moglie, alle fobie di cui soffriva. Un fatto molto utile a Delle Piane nell’interpretazione di un malato di Alzheimer nel corto “Ogni giorno” di Francesco Felli.
Il cinema e i giovani artisti
Infine anche se il fulcro principale del libro è il Delle Piane uomo una piccola parte di questo libro è riservata all’artista. Questo perchè uomo e artista, scrive la Crispino, sono “profondamente legati”. Nel cinema, infatti, il famoso attore da un lato nelle sue interpretazioni metteva da parte le sue fobie e dall’altro vi aveva portato perfettamente la sua grande umiltà di chi, nonostante gli oltre cento film fatti, non si montava mai la testa. Era anzi, racconta la moglie, un uomo molto aperto ai giovani registi, ascoltandoli e provando a comprendere ciò che avevano da esprimere.
Stefano Delle Cave
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