Gossip e Tv

Carlotta Ferlito, la confessione della ginnasta: “Mi chiamavano maiale”

La campionessa mondiale alla trave nel 2013 e protagonista alle Olimpiadi del 2012 e del 2016, Carlotta Ferlito ha confessato soffrire di disturbi del comportamento alimentare.

Carlotta Ferlito, la dolorosa storia con la ginnastica artistica: “Cose passate, che nella testa non passano mai”

Carlotta Ferlito
Carlotta Ferlito alle Olimpiadi

Di recente La Repubblica ha aperto un’inchiesta sulle violenze psicologiche nel mondo della ginnastica ritmica e artistica. Sono numerose le storie dolorose che sono emerse, raccontate in prima persona dalle ginnaste italiane, non solo quelle della Nazionale. “Ci hanno fatto ammalarehanno detto le atlete che sin da bambine hanno subito umiliazioni e mortificazioni da parte dei loro istruttori. A rompere il silenzio è anche la campionessa Carlotta Ferlito, seguitissima e amata dal pubblico sin dalla sua partecipazione al format “Ginnaste: vite parallele” Carlotta, classe 1995 e neolaureata, ha raccontato sui social il suo rapporto complicato con il cibo. «Ho deciso di aprirmi di più per quanto riguarda i disturbi alimentari, non voglio metterli su un piatto d’argento perché fanno schifo. Quindi non bisogna “romanticizzarli”» ha premesso la ginnasta. « I miei disturbi alimentari cominciano purtroppo da quando avevo 8 anni». «al mio primo collegiale di ginnastica c’era un’allenatrice che neanche era la mia che mi diceva: quanti biscotti hai mangiato stamattina?». La Ferlito prosegue poi raccontando di un episodio che l’ha particolarmente segnata «un giorno mi dissero che dovevo dimagrire, allora io scioccata chiamai mio padre per dirglielo. il consiglio del padre, che ricorda Carlotta con un malinconico sorriso, fu quello di «tirare in dentro la pancia».

«Potrei dirvene mille, potrei dirvi che mi dicevano che ero grassa come un maiale. Che prima delle Olimpiadi la sera non cenavo. Sono cose passate, ma che nella testa non passano mai» .

La ginnasta, anche influencer conclude poi il suo triste monologo, ha sottolineato quanto sia fondamentale il ruolo della psicoterapia in queste circostanze, esprimendo vicinanza a tutti coloro che soffrono di DCA: “ne usciremo insieme, non siete soli“.

Rossella Di Gilio

Seguici su Google News

Back to top button