BRAVE

Le ginnaste della ritmica denunciano gli abusi

Nelle ultime settimane diverse atlete di ginnastica ritmica hanno raccontato di aver subito abusi psicologici da parte di alcuni tecnici all’interno del centro federale dell’Accademia di Desio.

Con Brave vogliamo riportarvi le storie di Nina Corradini, Anna Basta e Giulia Galtarossa.

Abusi nella ginnastica ritmica: il racconto di Nina Corradini

Nina Corradini

La prima a raccontare la propria storia di abusi è stata l’atleta della Nazionale Nina Corradini. Dopo la sua intervista, hanno denunciato episodi anche altre ragazze e donne, raccontando esperienze simili tra loro. Nel frattempo, la procura di Brescia ha aperto un’indagine.  

Il caso è cominciato il 30 ottobre quando Nina Corradini, 19 anni, ha raccontato a Repubblica le offese e le umiliazioni subite dal 2019 all’interno dell’Accademia di Desio, per soddisfare i parametri di peso della Nazionale italiana di ritmica. Durante il momento in cui le atlete venivano pesate, la Corradini racconta che l’allenatrice le ripeteva ogni giorno: “Vergognati, mangia di meno”, “come fai a vederti allo specchio? Ma davvero riesci a guardarti?”.

Per rientrare nei parametri di peso ha Nina ha aggiunto che assumeva del lassativo di nascosto: «Il lassativo mi disidratava e, non mangiando, non avevo più forze. Mi ammalavo, avevo poco ferro nel mio corpo. Una volta sono svenuta a colazione, ma le allenatrici mi hanno fatto andare lo stesso in palestra, pensavano fosse una scusa».

L’orrore nella ritmica continua con Anna Basta

Anna Basta

Anna Basta, un’altra atleta della ritmica, il giorno successivo all’uscita dell’articolo sulla Corradini, ha raccontato un’esperienza simile. Entrata nell’Accademia di Desio nel 2016, a 15 anni, ha spiegato di aver avuto dei pensieri suicidi, di aver sofferto di attacchi di panico e di problemi alimentari, continuati anche dopo la sua uscita nel 2020. 

Anna ha detto che prima di lasciare l’Accademia aveva denunciato tutto “ai piani alti”, ma ha aggiunto che nessuno ha mai fatto nulla. «Quello che è successo è stata una umiliazione costante a me, al mio aspetto, alla mia persona, a quello che pensavo” confessa Anna, soffermandosi sulla sua parentesi agonistica. Raccomanda inoltre a chi commenta le storie altrui «di utilizzare tatto, perché è difficile trovare il coraggio di parlarne e di avere credibilità in un mondo dove di queste cose non si è mai parlato».

Sui social Nina Corradini e Anna Basta hanno lanciato un forte messaggio in seguito alle loro interviste. «Io e Nina adesso vogliamo gridare al mondo tutto il marcio che abbiamo visto, e vogliamo farlo per tutte quelle persone che si sentono sole e senza via d’uscita. Io e Nina vogliamo dire basta al dolore, al terrore. Io e Nina vogliamo alzare la testa anche per chi non ha più forza, perché noi eravamo nella stessa situazione di chi ora non riesce a muoversi. Io e Nina abbiamo toccato il fondo».

L’ex campionessa mondiale Giulia Galtarossa denuncia gli abusi nella ritmica

Giulia Galtarossa

Insieme alle voci di Nina e Anna si è unita quella di Giulia Galtarossa, ex campionessa del mondo di ginnastica ritmica. Le parole di Giulia sono forti, il racconto è devastante. 

«Sono stata costretta a spogliarmi davanti a tutti, mi chiamavano maialina. Mi hanno fatta sfilare davanti alle compagne schierate come una giuria, facendomi prendere in giro. L’esperienza all’Accademia di Desio mi ha rovinato la vita.  Loro però hanno fatto leva sul mio senso di colpa, facendomi pesare il fatto che la Federazione avesse fatto degli investimenti su di me. Mi hanno fatto il lavaggio del cervello. Per tanto tempo ho pensato fosse colpa mia. Credevo davvero di essere grassa e brutta. L’unica mia colpa invece è essere rimasta in silenzio fino a oggi».

Un incubo all’insegna dell’umiliazione e dell’ingiustizia, vissuto ogni giorno per rincorrere la propria passione. Conseguenze gravissime che spezzano l’animo e il fisico di bambine e giovani donne, costrette a vivere lo sport come un’agonia, abusate e umiliate da figure che dovrebbero proteggerle e aiutarle nel percorso di crescita sportivo e di vita.

Sull’intera vicenda è è intervenuta Emanuela Maccarani, da decenni direttrice tecnica della Nazionale di ritmica, la responsabile dell’Accademia di Desio. Le sue parole sono state: «Io le atlete le ascolto e le deve ascoltare anche la direttrice tecnica, che vive con loro per 300 giorni all’anno. Le atlete non fanno una vita facile, probabilmente sono venute fuori delle cose che non andavano fatte ma noi siamo qui per correggerle».

Dopo le denunce di Nina Corradini, Anna Basta e Giulia Galtarossa, la procura di Brescia ha aperto un’inchiesta. Per ora non ci sono molte notizie in merito e non sono stati comunicati i nomi di allenatrici, allenatori o dirigenti eventualmente coinvolti.

Francesca Mazzini

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