Attualità

Via Bolla sgomberata: è emergenza abitativa

Gli abusivi di via Bolla sono stati sgomberati. Nella giornata di ieri 110 persone, tra cui 37 minori, sono stati allontanati dalle abitazioni occupate nella periferia di Milano. Con il messaggio di riqualificare le periferie, molte famiglie sono state lasciate per strada. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi si è detto soddisfatto per la definitiva liberazione degli alloggi Aler di via Bolla a Milano. “Segnata la presenza dello Stato in un quartiere che ora potrà essere riqualificato”, ha commentato. 

Secondo il prefetto sono stati distinti i prepotenti dalla povera gente, ma le associazioni denunciato che non è stata trovata la valida soluzione per circa 29 famiglie. I servizi sociali erano sul posto per offrire soluzioni alternative ai nuclei familiari, ma in molti hanno dovuto rifiutare per non dividersi in più alloggi. C’è chi ha scelto di dormire in auto e chi non ha ancora un’alternativa, come Francesco Paolo Compagnoni, disabile, a cui non è stata proposta una soluzione abitativa alternativa.

Intanto Regione, Comune e Aler hanno parlato di un lavoro faticoso, ma che si chiude con un percorso di ripristino della legalità e messa sicurezza del complesso. 

Sgomberate le persone a via Bolla: minori per strada

Sul sito del ministero dell’Interno viene confermata la notizia dello sgombero di via Bolla. Gli immobili dei civici 38 ,40 e 42 sono stati liberati e restituiti all’Azienda lombarda di edilizia residenziale (Aler) si legge. Il percorso di ripristino della legalità intrapreso dalla prefettura di Milano, in collaborazione con la Regione Lombardia, il Comune di Milano e Aler giunge così a conclusione. 141 persone sono state ricollocate prima dell’operazioni di sgombero, mentre le restanti 110, di cui 37 minori, sono ora alla ricerca di una soluzione abitativa.

Lo sgombero permetterà ora al Comune di iniziare un’opera di riqualificazione urbana, ma lo farà a discapito dei più poveri e delle persone non collocabili. Milano è una città pensata per le persone benestanti e le periferie finiscono schiacciate dalla pressione delle gentrificazione e quella della marginalizzazione.

A Milano è emergenza abitativa per gli alloggi popolari

Milano non è una città per tutti. Sono molte le famiglie in attesa di una sistemazione popolare (oltre 17 mila). Le stesse persone sgombrate da via Bolla hanno ottenuto un alloggio sì, ma temporaneo chiamato Sat (servizi abitativi transitori). Non corrispondono a una soluzione reale e concreta per non è economicamente autonomo.

Secondo la denuncia social di Movimento Kethane ci sono stati casi di violenza durante la notte per allontanare con la forza gli abusivi. “Per allontanare gli occupanti degli appartamenti, durante la notte gli incaricati entrano e distruggono ogni cosa, spingendoli (n.d.r gli abusivi) fuori con bambini appena nati, anziani, donne in gravidanza, donne sole e disabili“, scrivono. Gli appartamenti vengono così resi inabitabili e costringono le persone a dormire nei corridoi per monitorare i loro averi, alimentando la condizione di disagio di moltissime famiglie.

Almeno 15 nuclei familiari non hanno altre proprietà o risparmi oltre la casa popolare occupata e a queste è stato offerto di dormire per qualche giorno in un’altra abitazione temporanea, senza però ulteriori sicurezze per il futuro. Via Bolla è stata e continua a essere una passerella politica.

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Articolo di Giorgia Bonamoneta.

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