«Utilizzo di atto falso», articolo 489 del codice penale: questa è l’ipotesi di reato con cui la Procura della Repubblica di Bari si prepara – appena dopo Pasquetta – a dare il via all’inchiesta sulla nuova vicenda che scuote il Partito democratico a Bari. È la storia che riguarda Carmela Fiorella, moglie di uno dei capicorrente del Pd pugliese, il consigliere regionale Filippo Caracciolo: che era anche capogruppo in Regione, fino a quando non si è dovuto dimettere perché rinviato a giudizio per corruzione. Sono le ultime puntate di uno stillicidio di vicende che ha portato Igor Taruffi, coordinatore nazionale del Pd, a riconoscere l’esistenza nel partito locale di una «conduzione chiusa e poco attenta ai temi di etica politica».

Alla fine ha confessato di essere stata «accecata dall’ambizione» di poter ricoprire un ruolo professionale come dirigente delle Risorse umane negli Aeroporti di Puglia. Ha ammesso di non essere laureata in Economia e Management, come aveva certificato partecipando al concorso, ma di avere una laurea «in Scienze delle Amministrazioni all’Università degli Studi di Bari» e di aver «conseguito un master in Organizzazione del Personale all’Università Bocconi». Ha però chiarito che di tutto questo raggiro da lei pensato e messo in atto non sapeva nulla il marito, il consigliere regionale del Pd (già capogruppo), Filippo Caracciolo.

In serata Carmela Fiorella, per la prima volta da quando è scoppiato il caso, ha voluto chiarire la sua posizione. «Rompo il silenzio e il riserbo che ho mantenuto dall’inizio di questa vicenda – dice – per assumermi pubblicamente tutte le responsabilità di quanto è accaduto». «Soprattutto – ha aggiunto Carmela Fiorella – chiedo scusa pubblicamente, come ho subito fatto in privato, a mio marito, che era totalmente ignaro e che sta subendo ingiustamente le conseguenze delle mie azioni. Sono pronta a rispondere del mio comportamento davanti alle autorità preposte, ma è giusto che paghi chi ha sbagliato e nessun altro».

Un diploma falso («platealmente falso», si precisa in ambienti investigativi) perché Carmela Fiorella appare laureata in Economia e Management all’Università Aldo Moro di Bari. Peccato che, come rivelato nei giorni scorsi dalla Gazzetta del Mezzogiorno, Carmela Fiorella si sia invece laureata in Scienze dell’amministrazione, una laurea che non le avrebbe consentito di partecipare al concorso. Il diploma, evidentemente, è stato sbianchettato e ricostruito. Anche le firme del rettore e del direttore generale non corrispondono ai titolari in servizio all’epoca della laurea. A conquistare il posto, Carmela Fiorella era arrivata praticamente senza rivali, visto che le uniche due concorrenti erano state escluse per motivi burocratici dalla gara.

Dopo l’articolo della Gazzetta e la presentazione di un esposto in Procura da parte dell’Università, Carmela Fiorella ha rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico «a tutela della mia famiglia», mentre l’azienda ha annunciato che si costituirà parte civile nei suoi confronti «a tutela dell’onorabilità dell’azienda». Più cauto il governatore Michele Emiliano, che «se dovessero emergere fatti rilevanti di qualsiasi genere, valuterà quali azioni intraprendere». I «fatti rilevanti» adesso sono emersi, e pongono anche il problema della assenza di controlli da parte di Aeroporti di Puglia sul curriculum della candidata eccellente: tanto che in una nota i parlamentari pugliesi di Forza Italia chiedono come atto dovuto «le dimissioni del presidente e di tutto il consiglio di amministrazione» della società.