Venezia si prepara a vivere un’edizione straordinaria del suo celebre Carnevale, in programma dal 31 gennaio al 17 febbraio 2026. Quest’anno la manifestazione assume un significato ancora più profondo: il titolo scelto, “Olympus – Alle origini del gioco”, rende omaggio alle imminenti Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. L’evento entra così ufficialmente nel calendario della “Cultural Olympiad“, il programma artistico che accompagna i Giochi.
Il Carnevale che simboleggia la mitologia e l’armonia tra mente e corpo
L’idea che vi ruoterà attorno nasce dal desiderio di riscoprire le radici della città. Nei secoli scorsi, il Carnevale veneziano non offriva soltanto maschere e balli, ma costituiva un vero palcoscenico per competizioni e prove di forza. Da ricordare, ad esempio, le Forze d’Ercole o le battaglie sul Ponte dei Pugni. Venezia anticipava, quindi, l’importanza del confronto sportivo e della competizione. Massimo Checchetto, il direttore artistico, descrive questo percorso come un viaggio simbolico che parte dall’antica Grecia e arriva fino agli atleti moderni. Il titolo “Olympus” è volto a simboleggiare la mitologia e l’armonia tra mente e corpo, trasformando la città in una Olimpia moderna.
Il programma, che appare ricco e coinvolgente, andrà a interessare sia il centro storico sia la terraferma. L’apertura, prevista per il 31 gennaio, segnerà l’inizio dei festeggiamenti in Piazza San Marco con il Gran Ballo di Carnevale a tema Bridgerton, fondendo l’eleganza dell’epoca al fascino veneziano. Domenica 1 febbraio, invece, il Canal Grande ospiterà la tradizionale parata di imbarcazioni. Il momento più significativo riguarderà lo “scoppio della Pantegana” presso il Ponte di Rialto, l’atto che segna l’inizio dei riti storici. In Piazza San Marco, il cuore della città, si terranno le sfilate che consentiranno di eleggere la maschera più bella e l’avvio del concorso delle Marie. I festeggiamenti si estenderanno fino a Mestre e le frazioni della terraferma. A Dese sfileranno, invece, i primi carri allegorici.
Una comunità che guarda al futuro, senza dimenticare le proprie radici

Il sindaco Luigi Brugnaro, insieme agli organizzatori dell’evento ci tengono a precisare che quest’edizione non ha il solo fine di mettere al centro il “gioco” come svago, bensì di rappresentarne la capacità di unire culture e generazioni diverse. L’obiettivo sarà, infatti, quello di consentire a cittadini e visitatori di incontrarsi e riscoprire il piacere dello stare insieme attraverso la meraviglia e la partecipazione attiva. Gli organizzatori, inoltre, hanno scelto un dipinto di Gabriel Bella del XVIII secolo in cui è raffigurata l’unione tra l’iconografia del passato e la vitalità del presente. Un’opera che quest’anno rappresenterà la continuità storica del 2026. L’invito ultimo del Carnevale di Venezia 2026 è di mostrarsi come una comunità che guarda al futuro senza, però, dimenticare le proprie radici storiche e popolari.
Stefania Cirillo





