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Case popolari, regolarizzate le occupazioni: ecco tutti i dettagli

È stata approvata la delibera per la regolarizzazione delle occupazioni delle case popolari. Varato il regolamento attuativo e il modello di gestione della regolarizzazione amministrativa.

La delibera approvata dalla Regione

La Giunta regionale del Lazio ha approvato la delibera per l’attuazione alla sanatoria per le famiglie di hanno occupato una casa popolare.

Questa delibera definisce le modalità e i termini di presentazione della domanda e stabilisce l’iter procedurale.

“A febbraio il Consiglio regionale ha approvato la norma all’interno del Collegato e ora la Giunta ha varato il regolamento attuativo e il modello di gestione della regolarizzazione amministrativa per tutti i Comuni e le Ater del Lazio”

Ha spiegato, con queste parole, Massimiliano Valeriani (assessore alle Politiche abitative della Regione Lazio).

Occupazioni nelle case popolari 

La richiesta di regolarizzazione potrà essere inviata al Comune dal 1 settembre 2020 fino alle 24 del 27 settembre 2021.

Potrà essere inviata tramite raccomandata o Pec, direttamente dall’interessato, oppure tramite la consulenza di Caf, sindacati, comitati degli inquilini e patronati.

Gli inquilini dovranno poi dimostrare di aver occupato la casa prima del 23 maggio 2014. Questa, infatti, è stat la data di approvazione della Legge Lupi, che impedisce di ottenere la residenza e la regolarizzazione agli occupanti.

Dovrà, quindi, essere allegato un documento come il verbale della polizia locale oppure il certificato di residenza.

Il reddito

Il reddito sarà un elemento molto importante e non dovrà essere superiore ai limiti decadenza per l’edilizia residenziale pubblica.

Il calcolo del “dovuto a titolo di indennità” sarà pari al canone Erp calcolato in base al reddito, per il periodo dell’occupazione dell’alloggio per un massimo di cinque anni.

La sanzione sarà di 200 euro mensili. Verrà ridotta del 10% per i nuclei familiari con minori. La riduzione sarà, invece, del 20% qualora siano presenti minori con disabilità.

Nel caso in cui sia superiore al limite di accesso ma inferiore a quello di decadenza, sarà pari a un canone calmierato per il periodo di occupazione, per un massimo di cinque anni, con abbattimenti progressivi da un minimo dal 30% al 60% tenendo conto del reddito del nucleo familiare.

Sarà richiesta, poi, un sanzione di 250 euro mensili. Verrà ridotta del 10% per per i nuclei familiari con minori. La riduzione sarà, invece, del 20% qualora siano presenti minori con disabilità.

Le assegnazioni

Dopo aver analizzato le posizioni dei richiedenti, le Ater invieranno degli elenchi al Comune di riferimento per le predisposizioni del provvedimento finale di assegnazione in regolarizzazione o di rigetto della domanda.

Le istruttorie dovranno concludersi entro 12 mesi dalla ricezione della domanda

Con cadenza semestrale, i Comuni e Ater trasmetteranno alla Regione l’elenco delle richieste ricevute.

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