Il due volte campione del mondo Casey Stoner ha recentemente rivelato di soffrire di una malattia grave ma poco conosciuta che gli impedisce qualsiasi sforzo.

La malattia di Casey Stoner – Il pilota australiano soffre di sindrome da affaticamento cronico, una malattia poco nota ma considerata complessa e grave dalla comunità scientifica. Ritiratosi dall’attività agonistica a soli 27 anni, Stoner aveva già sofferto in passato di disturbi legati all’affaticamento che avevano pregiudicato il suo 2009. Allora le cause erano state attribuite ad un’intolleranza al lattosio ma le recenti rivelazioni dello stesso pilota evidenziano un quadro clinico molto più complesso.

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Casey è il primo e unico campione Ducati nella MotoGP – Photo Credit: motogp

La malattia di Casey Stoner – Le parole del campione

“Non vado sui kart da un anno. Se ci provo per un giorno, devo stare a letto una settimana. Sono una decina di mesi che non riesco a fare nemmeno tiro con l’arco. A causa di questa fatica cronica non riesco a tenermi in forma ed in salute. Ho un problema perché le mie costole vanno fuori asse ed essendo collegate alle vertebre, generano mal di schiena e spasmi legati alla pressione sui dischi. Quando succede, ci vuole una settimana prima che le cose tornino alla normalità”

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Stoner ha sempre amato praticare la pesca anche dopo il ritiro dalle corse – Photo Credit: foxsports

La sindrome da affaticamento cronico

La malattia che attanaglia Casey Stoner è molto più grave di ciò che si potrebbe pensare. Si tratta infatti di una malattia cronica e devastante che colpisce molti apparati dell’organismo riducendo o impedendo del tutto le normali attività, talvolta costringendo a letto chi ne soffre. I principali sintomi sono fatica accentuata, disturbi del sonno e peggioramento di tutti i sintomi a seguito di uno sforzo fisico o mentale. I sintomi non migliorano con il riposo e attualmente non esiste una cura definitiva. Lo scenario peggiore per uno sportivo.

“In questi ultimi mesi sono migliorato grazie ad alcuni nuovi farmaci ma non sono ancora in grado di allenarmi. Al contrario, ci sono volte in cui la malattia mi lascia sul divano per quattro o cinque giorni e questo rende la vita difficile non solo a me ma anche a mia moglie”

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