Cronaca

Caso Ciro Grillo, i file audio e la chat di sfogo che lo incastra

Per quanto riguarda caso di presunta violenza sessuale che vede imputato il figlio di Beppe Grillo, l’attenzione si sposta ora su un messaggio vocale inviato il giorno successivo ai fatti dalla giovane vittima italo-norvegese ad un’amica di Oslo di nome Mya.

Un file audio di 14 minuti e 45 secondi durante il quale la ragazza si sfoga tra le lacrime, raccontando alla sua interlocutrice quanto accaduto il giorno prima: “Il sesso per me è sacro, io lo faccio solo con chi amo”, riferisce la vittima a Mya. Nulla di sacro nè di connesso all’amore, tuttavia, sarebbe rilevabile in quanto successo quella terribile notte. Tra lo stupro di gruppo, il sesso estremo, fotografie infamanti e mezza bottiglia di vodka “fatta bere con la forza” nei ricordi della giovane italo-norvegese c’è spazio solo per gli incubi e la paura.

Ci sono voluti due anni di indagini agli inquirenti per arrivare alla richiesta di rinvio a giudizio dei quattro imputati, vale a dire Ciro Grillo, Edoardo C., Francesco C. e Vittorio L., che dovranno difendersi ora dalla pesante accusa di violenza di gruppo.

Il messaggio vocale è stato prodotto come prova nel corso della prima udienza preliminare, andata in scena quest’oggi, dai due legali della vittima, Giulia Bongiorno e Dario Romano. I legali dei quattro giovani genovesi hanno replicato richiedendo la possibilità di effettuare una perizia tradotta del file audio estrapolato dal messaggio vocale conservato nel cellulare della vittima italo-norvegese: secondo i difensori degli imputati, infatti,”ci sono alcune frasi nello slang giovanile che possono essere interpretate in maniera diversa”. Questa la versione dell’avvocato Mariano Mameli, incaricato di tutelare gli interessi di Edoardo Capitta. “Per questo motivo chiediamo la perizia tradotta”.

“Ero come fuori di me, li ho lasciati fare”, rivela la vittima a Mya sulla chat di WhatsApp, come riportato da AdnKronos. “Per me il sesso è qualcosa che voglio fare con qualcuno che amo, e non vendermi così, come molti altri dei miei amici anche qui in Italia. Perché per me è tipo una cosa sacra, se possiamo dire così”.

La ragazza continua a sfogarsi: “Parlo sempre di come, tipo, in discoteca a volte perdo la testa e inizio a divertirmi con le persone. Ok, va bene. Cioè, non va bene, ovviamente, ma, ci puoi passare sopra, non si è così grave, almeno per me, è tipo, ok, va bene, è successo, chi se ne frega, no? Ma, tipo, due sere fa non mi sono nemmeno divertita con nessuno”, prosegue ricordando quanto le è accaduto.”E sai, te l’ho sempre detto questo, divertirsi con qualcuno è ok, ma fare sesso per me è qualcosa di, forse… non so, spero che quello che sto dicendo non ti sembri superficiale, ma per me il sesso è qualcosa che voglio fare con qualcuno che amo”.

Per i legali dei giovani, che chiedono di esaminare il file ed i cellulari delle due ragazze con grande attenzione, è invece assolutamente da escludere “l’inchiesta per revenge porn di cui abbiamo letto sui giornali”. “La richiesta di rinvio a giudizio”, spiegano ancora gli avvocati Alessandro Vaccaro e Gennaro Velle (difensori rispettivamente di Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia), “corrisponde agli avvisi di conclusione delle indagini preliminari e non poteva cambiare e non è cambiato. Peraltro il reato a luglio 2019 non era ancora in vigore. Abbiamo sempre detto e lo hanno detto a chiare lettere i ragazzi negli interrogatori che non hanno mai diffuso video o foto”.

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