Un uomo di cinquantasette anni, con cittadinanza peruviana, è indagato per il presunto omicidio di Aurora Livoli, la ragazza di diciannove anni ritrovata senza vita il 29 dicembre in un cortile di un palazzo in via Paruta, nei pressi di via Padova, nella zona nordest di Milano. Le cause del decesso della giovane non sono ancora state confermate; l’autopsia, prevista per oggi, venerdì 2 gennaio, dovrebbe far luce sull’accaduto.

Il corpo di Aurora è stato rinvenuto parzialmente svestito: l’intimo e le calze della ragazza erano abbandonate nelle vicinanze. Sul suo collo, inoltre, erano presenti alcuni lividi. Non aveva con sé né il telefono, né i suoi documenti; i genitori adottivi l’hanno riconosciuta tramite una foto segnaletica diffusa dalle forze dell’ordine, che gli agenti avevano estrapolato dal video di una telecamera di sorveglianza. Il filmato mostra la vittima in compagnia dell’indagato, mentre entrano nel cortile di via Paruta; dopo un po’, l’uomo esce da solo dall’edificio.

Chi era Aurora Livoli, la ragazza ritrovata morta in via Paruta, a Milano

Aurora Livoli era nata a Roma; una coppia di Fondi, in provincia di Latina, l’aveva adottata quando aveva sei anni. Stando a quanto riportato dai genitori, la ragazza si era già allontanata da casa in altre occasioni, senza avvisarli e sprovvista di bagagli. Sembra, però, che dietro queste fughe non ci fossero litigi in famiglia o particolari problemi.

La vittima se n’era andata lo scorso 4 novembre, sempre con lo stesso modus operandi; la madre e il padre non avevano più sue notizie dal 26 dello stesso mese. «Sto bene, non vi preoccupate, non torno a casa», avrebbe detto nell’ultima telefonanta. Aurora non aveva voluto dir loro dove si trovasse e dove si appoggiasse per dormire. «L’abbiamo riconosciuta dalla postura. Poi siamo andati alla caserma dei carabinieri di Fondi e qui ci hanno mostrato una foto drammatica», ha raccontato ai giornalisti uno zio.

Federica Checchia