Oltre 500 attività e più di 275.000 visitatori: sono questi i numeri della Milano Beauty Week 2025. Gli eventi della manifestazione hanno animato le strade della città, raccontando il valore del cosmetico e della sua filiera dal 17 al 21 settembre. Eventi, convegni, talk, mostre e laboratori, inclusi appuntamenti legati alla solidarietà e alla prevenzione, tutti gratuiti. Sono stati tre gli “hub” di Palazzo Giureconsulti, Palazzo Castiglioni e, da quest’anno, anche Palazzo Bovara. Presenti anche 18 Beauty Cube disseminati da Piazza Cordusio a Piazza San Babila. E infine, sono stati 3 i Beauty Tram che hanno percorso le vie del centro.
Che numeri ha fatto la Milano Beauty Week 2025

Per questa edizione sono state tante le novità di quest’edizione. Segno che si sta sviluppando, negli anni, un’apertura sempre più ampia. Ma non sono mancati diversi spin-off, che hanno valorizzato specifiche realtà territoriali, come ad esempio i Crema Beauty Days. Presenti anche iniziative legate ai beauty district di Monza e Lodi, in collaborazione con Assolombarda. Importantissima, poi, la collaborazione con il Museo di Palazzo Mocenigo a Venezia e con il Museo Villoresi di Firenze.
Benedetto Lavino, Presidente di Cosmetica Italia, ha commentato l’evento. “Ancora una volta abbiamo tradotto il valore economico, scientifico e sociale del cosmetico in un programma di eventi rivolto al grande pubblico: un format, unico nel suo genere, con cui riusciamo a spiegare l’indispensabilità del cosmetico nei gesti quotidiani di igiene, cura di sé, benessere, prevenzione e protezione, oltre ai primati della nostra filiera. Tutto ciò è possibile grazie alla sinergia virtuosa che abbiamo costruito con i nostri partner, i patrocinanti, le istituzioni, le aziende, gli sponsor e tutte le realtà che hanno creduto in Milano Beauty Week. Seguendo il fil rouge di questa quarta edizione, la gentilezza, abbiamo celebrato non solo un settore che è vitale per l’economia del Paese, ma anche un’idea di bellezza che migliora la vita e genera benessere, il prendersi cura di noi stessi e degli altri”.
Marianna Soru





