Esteri

Cedu, la Commissione condanna l’Italia per maltrattamenti a prigioniero

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La Commissione Europea per i Diritti Umani (Cedu) ha condannato l’Italia per i maltrattamenti perpetrati nei confronti di un detenuto identificato come socialmente pericoloso, ma parzialmente incapace di intendere e di volere. È quanto emerso nelle scorse ore nell’ambito di una sentenza accusatoria verso il nostro Paese, al termine della quale si è stabilito il pagamento di un risarcimento per danni morali. Stando a quel che riferisce l’Ansa, infatti, lo Stato dovrà sborsare la modica cifra di 36.400 euro, impegnandosi a trovare una nuova sistemazione al prigioniero.

Il caso di Giacomo Seydou Sy, l’ultima di una serie di condanne Cedu al nostro Paese

Non è la prima volta che la Cedu si esprime sulla condotta della nostra nazione. Già in passato, più precisamente nel maggio del 2021, si era pronunciata sulla gestione nostrana di un caso di stupro. In quell’occasione, difatti, emise una condanna per “pregiudizi sulle donne” e violazione dei diritti di una presunta vittima. Nei giorni scorsi, invece, i giudici avevano chiesto alle autorità una ri-valutazione della separazione di una madre e di una figlia. E ora, a distanza di poco tempo, ecco che arriva il verdetto sulla questione di Giacomo Seydou Sy, soggetto ad un trattamento non conforme alla sua attuale condizione psicologica.

Nato nel 1994 e residente a Mazzaro Romano, Giacomo è un ragazzo che soffre di disturbi della personalità e bipolarismo. Ciò significa che la detenzione in un carcere ordinario non risulta essere particolarmente adatta. Ad ogni modo, accusato di molestie all’ex compagna. resistenza a pubblico ufficiale e furto, fa sapere l’Ansa, è stato scortato due anni fa nel carcere romano di Rebibbia. E da lì, non si è più mosso. Sebbene nell’aprile 2020 la Cedu ne avesse chiesto il trasferimento in una struttura diversa, le cose, almeno fino ad oggi, non sono cambiate. Per questo motivo, i magistrati si sono espressi negativamente nei riguardi dell’Italia. Dal canto loro, però, le Forse dell’Ordine hanno tentato di “discolparsi”, affermando di non essere riusciti a trovare un’alternativa adeguata per il ragazzo.

Scritto da Diego Lanuto.

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