Assorbita la tanto bistrattata pausa per le Nazionali, fa ritorno, dopo la serie A, anche la Champions League con una due giorni fondamentale per le squadre italiane. Andiamo a vedere come se la passano le 4 avversarie dei nostri club!

Torna lo spettacolo della Champions League: Juventus, Napoli, Inter ed Atalanta sono chiamate alla riscossa. Scopriamo tutte le avversarie delle nostre italiane in campo europeo.

MANCHESTER CITY (avversario Atalanta)

La Dea è già ad un bivio. L’impatto europeo della banda di mister Gasperini è stato decisamente complicato e i nerazzurri rischiano di salutare la competizione con largo anticipo. L’esordio con la Dinamo Zagabria è stato un vero e proprio harakiri mentre la successiva sfida con lo Shakthar è stato deciso soprattutto dalla sfortuna. L‘Atalanta, infatti, dopo essere passata in vantaggio, ha avuto ripetute occasioni per chiudere il match ma ha subito la rimonta, col gol finale all’ultimo secondo. Per questo, la doppia sfida col City diventa già decisiva. Sulla carta era la partita più proibitiva del girone, con la Dea che avrebbe dovuto provare a fare punti nelle altre sfide. Ma ora viene richiesto il miracolo agli uomini di Gasperini.

E in effetti, occorrerà un vero e proprio miracolo per fare punti contro il team guidato da Guardiola. Una squadra che sprizza classe da tutte le parti e che il tecnico sta plasmando, sempre più, secondo la sua idea di calcio. Quest’anno, rispetto alle ultime stagioni, il cammino in Premier si è fatto più complicato per i Citiziens, che finora non hanno retto il ritmo pazzesco del Liverpool. Motivo in più per il quale gli inglesi dovranno concentrarsi particolarmente sulla Champions, il vero grande obiettivo del club. Questa squadra, ricca di qualità ovunque, ha un solo vero grande limite: il cambiare troppo spesso pelle. Si tratta, peraltro, forse dell’unico vero deficit di Guardiola come allenatore. Un tecnico preparatissimo, geniale, di quelli che hanno fatto la storia del calcio. Ma anche in eterna lotta con se stesso. Guardiola ha bisogno di stimoli continui, non si accontenta mai del livello raggiunto e sperimenta continuamente soluzioni che possano migliorare la sua squadra. Basti ricorda quando al Bayern si avventurò in un’inedita difesa a 3, mai provata prima, proprio alla vigilia del match di semifinale col Real. Per la cronaca prese 4 gol e soprattutto montagne di critiche.

Tra i talenti gioielli del City, spicca il belga Kevin De Bruyne, uno dei migliori centrocampisti al mondo.
Credits: Talk Sports

Questo City, però, appare una squadra sempre più matura e, sulla carta, decisamente fuori dalla portata dell’Atalanta. Vanta uno dei migliori portieri al mondo, il brasiliano Ederson, tanto abile con i piedi quanto tra i pali. La difesa è fondata su due titolari della nazionale inglese come Stones e Walker e irrobustita centralmente anche dall’argentino Otamendi e dal francese Laporte, oltre che da una folta schiera di ottimi giocatori. A centrocampo la qualità è infinita, con un nome su tutti: Kevin De Bruyne. Il belga, bocciato da Mourinho al Chelsea, è ormai definitivamente esploso. Ha praticamente abbandonato la vecchia posizione di esterno offensivo ed è diventato un centrocampista universale, a tutto campo, di quelli che fanno impazzire Guardiola. E’ un giocatore di livello mondiale, impressionante per come abbina entrambe le fasi. Da menzionare anche Phil Foden, definito da Guardiola stesso come il giocatore con più potenziale di quelli allenati (e ci sarebbe anche un certo Messi). Il gioiellino inglese, classe 2000, non è ancora un titolare della squadra di Manchester ma sta trovando sempre più spazio e la sua crescita è esponenziale. Guardiola, nel tentativo di formarlo al meglio, lo ha schierato perfino da terzino sinistro.

L’attacco è un reparto che sa fare male, anzi malissimo. E’ formato da giocatori di movimento, come piace all’ex tecnico del Barcellona. Non c’è un vero e proprio pivot ma tantissimi giocatori di qualità, fortissimi tecnicamente e col vizietto del gol. Sergio Aguero non ha bisogno di presentazioni e, pur con qualche screzio con l’allenatore, resta il finalizzatore principe di questa squadra. Un contributo, in chiave realizzativa, che riesce a dare perfettamente anche il brasiliano Gabriel Jesus. Nella Selecao non è ancora un titolare inamovibile ma in Inghilterra si sta consacrando come uno degli attaccanti più interessanti in circolazione ed è un classe 97. Sugli esterni impazza spesso e volentieri l’ex Leicester, Mahrez, obiettivo di lungo corso della Roma sul mercato. L’algerino, dopo un periodi di adattamento nello scorso campionato, si è preso i galloni del titolare e ha ripagato Guardiola con giocate spesso sopraffine. Leroy Sane e Sterling sono altri due elementi dal potenziale enorme a cui Guardiola si affida spesso e volentieri. Insomma, per l’Atalanta l’impresa sembra proibitiva, ma la Dea, in questi anni, ci ha spesso abituato a miracoli. Perchè, effettivamente, è di un miracolo che Gasperini sembra avere bisogno contro il City…

CHAMPIONS LEAGUE: LOKOMOTIV MOSCA (avversario Juventus)

Sarri ha predicato calma in conferenza stampa, definendo la Lokomotiv Mosca un’avversaria tutt’altro che abbordabile. Ne sa qualcosa il Bayer Leverkusen, sconfitta a domicilio dai russi nella prima gara di questo girone. Anche l’Atletico Madrid, pur vittorioso per 2-0 in terra sovietica, ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie. La Lokomotiv è squadra organizzata, abilissima nel contropiede, solida. E’ reduce da un successo nel campionato russo 2017-2018 e da un secondo posto l’anno seguente. Questo doppio confronto, potrebbe garantire alla Juventus un accesso anticipato agli ottavi di finale. Gli uomini di Sarri, tuttavia, non dovranno assolutamente sottovalutare la formazione russa. Se la gara odierna a Torino è da vincere senza se e senza mai, i bianconeri potrebbero incontrare maggiori difficoltà nel match in terra sovietica, anche a causa delle possibili condizioni climatiche difficili.

I precedenti contro i club italiani non sono comunque incoraggianti per il club del presidente Olga Smorodskaja, che ha nel proprio palmares una sola vittoria. La malcapitata di turno fu L‘Inter, strapazzata per 3-0 nella fase a gironi 2003-2004. Per il resto sono arrivati soltanto 4 pareggi al fronte di ben 6 sconfitte. Ma che squadra è la Lokomitiv? Innanzitutto partiamo dal tecnico, che è un vero e proprio santone del calcio sovietico. Jurij Semin, infatti, è una sorta di Lobanovski versione russa. Vanta innumerevoli esperienze e ha già seduto, in passato, più volte sulla panchina della Lokomitiv. Tra le altre, ha guidato anche la Nazionale russa e la prestigiosa Dinamo Kiev. Attualmente, la sua compagine è in testa al proprio campionato a pari punti con lo Zenith. Viene schierato, solitamente, con un 4-3-3 che, però, fuori casa si trasforma spesso in un più abbottonato 4-1-4-1.

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Una formazione della Lokomotiv Mosca, campione di Russia nel 2017-2018 e seconda nello scorso campionato.
Credits: Wikipedia

Tra gli elementi a disposizione di Semin, c’è anche una recente conoscenza del calcio italiano. Quel Joao Mario pagato a peso d’oro dall’Inter ma poi piuttosto deludente nella sua esperienza in serie A. Il portoghese è spesso l’ago della bilancia: in trasferta, infatti, viene spesso schierato come finto esterno offensivo, permettendo alla squadra di coprire maggiormente la sua zona di campo. Tra gli altri elementi importanti della formazione russa c’è sicuramente il portiere Guillherme. Il brasiliano ha passaporto russo e difende, ormai da 3 anni, la porta della Nazionale sovietica, dove è diventato anche titolare. E’ il portiere che ha fatto più parate in queste prime 2 gare di Champions, con una media di 12 interventi a partita. Testimonianza di come la Lokomotiv tenda a lasciare l’iniziativa agli avversari, chiudendosi a riccio per poi ripartire. In queste situazioni più risultate fondamentale il contributo di Jefferson Farfan. Il peruviano sembrava caduto in un limbo senza uscita nell’ultimo periodo allo Schalke 04 ma in Russia ha ritrovato gli antichi stimoli e può fare la differenza. Insomma, una compagine che sembra alla portata della Juventus ma i bianconeri non dovranno assolutamente sottovalutare l’impegno per non compromettere una corsa al primo posto del girone che potrà risultare vitale nel proseguo della competizione.

SALISBURGO (avversario Napoli)

Anche per il Napoli la doppia sfida con gli austriaci ha il sapore di un vero e proprio lasciapassare per gli ottavi di finale. I partenopei, dopo la grande vittoria col Liverpool, hanno impattato a reti bianche col Genk. Un passo falso che rende vitale questo confronto con il team della Red Bull. Una compagine decisamente forte e che, in queste prime due partite di Champions, ha impressionato per qualità del gioco e talenti a disposizione. Dopo aver distrutto il Genk all’esordio, gli austriaci hanno messo i brividi al Liverpool. Una rimonta che aveva del clamoroso (da 3-0 a 3-3) vanificata solo dalla rete decisiva di Salah. Da non dimenticare, inoltre, come il Salisburgo lo scorso anno abbia già messo paura alla banda di Ancelotti negli ottavi di Europa League.

Il team austriaco Jesse Marsch, tecnico statunitense di cui si parla un gran bene. Intelligente e preparato, si è formato nella sua esperienza Lipsia, dove era collaboratore. Il club tedesco, infatti, è sempre di proprietà della Red Bull ed ha una maniera di lavorare praticamente uguale a quella del Salisburgo. Qui Marsch è arrivato in punta di piedi, sfruttando l’eccellente lavoro dei suoi precedessori. Un impianto di gioco collaudato, basato solitamente sul 4-4-2 e fatto di grande pressing e corsa. Ogni anno, al fronte di qualche doverosa cessione, il club aggiunge interessantissimi gioiellini al proprio assetto, andandoli a pescare in tutto il mondo. Tra di essi, sta facendo parlare tanto di sè il bomber norvegese Haland, autore di una tripletta all’esordio. Il gigantesco centravanti, appena 19enne e figlio d’arte, ha avuto un impatto devastante con la sua nuova realtà. Infatti sono finora 18 i gol realizzati in sole 11 partite (e neanche tutte da titolare). Sarà lui lo spauracchio principe per la difesa del Napoli. Che, tuttavia, non dovrà prestare attenzione solo a lui.

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Già 4 reti per lui in questa Champions e ben 18 gol stagionali. Haaland è il vero spauracchio del Napoli.
Credits: Sport Mediaset

Sempre nel reparto offensivo, ci sono due giocatori asiatici che stanno facendo benissimo e dei quali si parla davvero alla grande. Il coreano Hwang, dopo un prestito formativo all’Amburgo, è tornato pronto e sta esplodendo anche in zona gol. Per lui sono 5 i gol in 8 partite di campionato. Apporto determinante anche quello del giapponese Minamino, che spesso parte da destra ma che è pericolosissimo in fase realizzativa. Ormai da anni in maglia bianca, il giapponese è velocissimo e ha una certa predisposizione ai gol pesanti. Tante carte in attacco per Marsch ma sarebbe sbagliato limitare le potenzialità del Salisburgo ad un solo reparto.

La squadra austriaca, infatti, è solida e talentuosa in ogni reparto. Tra i pali, Stankovic sta diventando una certezza e sta guadagnando posizioni anche per la gerarchia di primo portiere della Nazionale austriaca. In difesa c’è l’esperienza di Ramalho a fare da contorno a tanti giovani interessanti tra cui spicca il camerunese Onguenè, impiegabile anche in mediana. Qui, si parla un gran bene del centrocampista dello Zambia, Enock Mwepu (classe 98) ma soprattutto del 2000 Dominik Szoboszlai, che gioca come un veterano ed è sul taccuino di tanti club importanti. Freschezza e spavalderia ma anche tanta classe e un sistema di gioco collaudatissimo. Tutti fattori a cui il Napoli dovrà prestare particolare attenzione. Stavolta il club di Ancelotti non può proprio fallire l’accesso agli ottavi, anche perchè, dopo aver battuto il Liverpool, sarebbe un vero peccato.

CHAMPIONS LEAGUE: BORUSSIA DORTMUND (avversario Inter)

Al momento del sorteggio, per i tifosi interisti, c’era ben poco da sorridere. Tolto lo Slavia Praga, che comunque ha fatto vedere i sorci verdi ai nerazzuri, le altre due squadre lasciavano dormire pochi sonni tranquilli a Conte. Uscito con gli applausi, ma senza i punti, da Barcellona, il tecnico leccese sa che la doppia sfida col Dortmund risulta vitale. Tuttavia, rispetto ad un mese fa, la squadra che l‘Inter si troverà di fronte è in difficoltà. I gialloneri, dopo un anno e mezzo di grande calcio, sono in un periodo problematico, sia sul fronte risultati che su quelli infortunati. La magia della gestione Favre sembra essere parzialmente svanita. Il tecnico svizzero, arrivato lo scorso anno dopo i miracoli col Nizza, ha subito imposto la sua idea di calcio aggressiva e offensiva. Ha raccolto i cocci di una squadra reduce dalla pessima gestione con Bosz (ora al Bayer) e l’ha risollevata, sfiorando la vittoria del campionato.

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Il giovanissimo e promettentissimo Jadon Sancho, talento purissimo inglese a disposizione del Dortmund.
Credits: Fox Sports

Dopo un ottimo avvio di stagione, il Dortmund ha iniziato a pagare sul piano dei risultati, anche per via degli infortuni. E’ notizia di ieri, infatti, che Favre dovrà rinunciare a due dei suoi migliori giocatori per la gara di domani. Non ci sarà Reus, forse il miglior calciatore della rosa. Lo sfortunatissimo tedesco di cristallo, è tornato alla grande dall’ennesima rottura del ginocchio ma accusa, qua e là, ancora qualche problemino che lo costringono a soste obbligate. Assieme a lui, mancherà anche il finalizzatore principe della squadra, quel Paco Alcacer che segna come non mai in Germania e che non perde occasione per lanciare frecciatine al Barcellona, reo di non aver creduto in lui.

Tra i pali Roman Burki dà poche garanzie. E’ un portiere propenso all’errore e che non ha mai del tutto convinto nella sua avventura a Dortmund. Ultimamente, inoltre, è stato a volte sostituito dal connazionale Hitz. La difesa appare il reparto meno forte della squadra. Composta anche da giocatori importanti come l’eterno polacco Piszczek, l’ex Bayern Hummels o il giovane francese Zagadou, non ha però quella solidità necessaria per proteggere la propria porta. Frutto anche del calcio offensivo e coraggioso proposto da Favre, che chiede alla linea di alzarsi molto, rendendola attaccabile alle spalle. Decisamente migliore la situazione dalla metà campo in su, dove non si contano il numero di talenti a disposizione del tecnico svizzero. Weigl è un regista moderno, che ha un pò frenato la propria crescita ama che resta una garanzia. Julian Brandt, arrivato dal Bayer, è uno dei maggiori talenti del calcio tedesco mentre Sancho è il vero uomo in più. Il giovane inglese ha avuto un impatto devastante negli ultimi due anni ed è un giocatore in grado di fare la differenza. In rosa c’è anche l’ex enfant prodige del calcio tedesco, Gotze, frenato da tanti infortuni ma che ha ancora colpi di classe nel suo repertorio, pur avendo perso molto in dinamismo e rapidità.

Una rosa importante ma in crisi, che tuttavia l’Inter non dovrà assolutamente sottovalutare se vuole recuperare il terreno perso nelle prime due gare. Conte ha più volte ribadito come la strada sia decisamente in salita per i suoi. Ma fare almeno 4 punti in questo doppio confronto potrebbe rimescolare tutte le carte del girone e permettere ai nerazzurri di continuare a sperare, in modo da poter finalmente tornare a giocare un ottavo di Champions.

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