Cronaca

Charlie Gard: il giorno del rispetto e del dolore

Dopo una lunga battaglia legale, oggi i macchinari che tenevano in vita il piccolo Charlie Gard, di 10 mesi, saranno staccati.

La storia di Charlie Gard è una di quelle che porta con sè altissime implicazioni etiche, sull’accanimento terapeutico, sulla sofferenza e su chi possa (o debba) decidere che a questa sia giunto il momento di dire basta.

Il bambino soffriva di una malattia ereditaria gravissima ed incurabile, nota come mitocondriopatia. La malattia agisce sui mitocondri, ovvero le parti della cellula che servono a produrne l’energia vitale. 

La mitocondriopatia porta disfunzioni muscolari, danni cardiaci e lede irrimediabilmente organi vitali come i reni. Ad oggi, per queste malattie, non esistono cure. Vi sono alcuni farmaci che rallentano il decorso di alcune di esse, ma la loro efficacia varia anche da paziente a paziente, e per la malattia di Charlie Gard non esistono neanche questi farmaci.

Da tempo il bambino è di fatto in stato vegetativo: non è in grado di parlare​, sentire, muoversi. Non potrebbe neanche respirare o nutrirsi senza le macchine. I medici hanno tentato numerose terapie, ma nessuna ha portato risultati.

Martedì il caso di Charlie Gard è stato discusso dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, a cui i genitori avevano presentato ricorso contro una sentenza della Corte Suprema britannica. La Corte Suprema aveva respinto la richiesta dei genitori di poter portare il bambino negli Stati Uniti per tentare una terapia sperimentale: i giudici avevano raggiunto questa decisione sulla scorta dei pareri dei medici britannici e di quelli americani che stanno sperimentando la cura. 

Innanzitutto, la cura sperimentale non era per la mitocondriopatia, bensì per un’altra patologia simile. Inoltre, per le sue condizioni fisiche,  Charlie Gard non avrebbe retto alla fatica del viaggio e, ove fosse arrivato, la cura non avrebbe portato ad alcun beneficio dato l’avanzato stato della malattia.

Per i giudici, dietro parere dei medici, il viaggio avrebbe quindi solo prolungato le sofferenze del bambino, senza portare alcun beneficio anche minimo.

La Corte Europea ha respinto l’appello dei genitori, confermando la decisione della Corte Suprema britannica, per cui oggi i macchinari che tengono in vita Charlie Gard saranno staccati.

I genitori, in un lungo post su Facebook, hanno ringraziato tutti coloro che gli sono stati vicino in questa sofferta battaglia.

Oggi è il momento del silenzio e del rispetto. Rispetto per una coppia che ha cercato di fare l’impossibile per salvare il proprio figlio, ma rispetto anche per una sentenza che ha mirato innanzitutto a proteggere il bambino da ulteriori, inutili, sofferenze. 

Le inutili e chiassose polemiche della politica italiana su questo caso per oggi rimarranno fuori. I leader principali hanno dimostrato, una volta di più, cosa significhi la parola “sciacallo” e quanto ribrezzo faccia tutto ciò.

Lorenzo Spizzirri

 

 

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