La mente è un labirinto intricato e misterioso. Seppur un’apprente stabilità decretata dalla complessità del marchingegno, ci sono delle falle consistenti pronte a confondere questo sistema complicatissimo. Le falle in questione sono spesso stimolate dall’opera sadica di artisti sadici come il sadismo cinematografico di Charlie Kaufman.
Anche Charlie Kaufman alla streagua di Netflix.
Charlie Kaufman è l’autore e il realizzatore di opere cinematografiche che hanno fatto la storia dello sbarramento oculare, della confunsione mentale, dell’incredulità degli eventi visti. I due affini “Essere John Malkovich” e “Il ladro di orchidee”, “Synecdoche New York”, sono opere di una complessità affascinante e allucinante, un rigore astratto nella scrittura che accompagna lo spettatore in un viaggio che va oltre lo schermo ma si insinua nei meandri più anfratti della mente per un’esperienza lisergica di cinema. Un nuovo film è in arrivo e Netflix ne è il detentore.

Per Charlie Kaufman 4 candidature ai premi Oscar ed un successo nel 2005 per la migliore sceneggiatura originale di “Se mi lasci ti cancello”.
La nuova follia si rivela bidimensionale perchè non solo lo stile dello sceneggiatore è intricao ma inoltre il film sarà un horror psicologico già di per sè non facile. Tratto da Ian Reid e la storia di una ragazza senza nome (Jessie Buckley) che seppur in fase di lasciato col ragazzo decide di seguirlo presso la residenza di campagna dei genitori dove di norma la situazione si rivelerà psicotropa. Il titolo è “I’m Thinking of Ending Things” e secondo le parole dell’autore è un lavoro impregnato sulla solitudine, la mancanza di speranzae il rimpianto.

Il film debutterà su Netflix il 4 settembre e considerando le premesse e conoscendo Charlie Kaufman le aspettative sono allucinogene.
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