DeepSeek è una startup cinese con sede a Hangzhou, fondata nel 2023. La società è nata all’interno del fondo di investimento High-Flyer, noto per l’uso avanzato dell’intelligenza artificiale nei mercati finanziari. Il fondatore, Liang Wenfeng, è un ex studente della Zhejiang University con esperienza nel settore della computer vision e dei Big Data.
Il modello di punta dell’azienda, DeepSeek-V3, è stato rilasciato a gennaio 2024 ed è rapidamente diventato uno dei più avanzati nel settore open-source, con prestazioni paragonabili a quelle dei modelli chiusi delle Big Tech americane. Ma di recente DeepSeek ha sorpreso tutti presentando R1, un modello specializzato nel problem-solving avanzato e nel cosiddetto reasoning (la capacità di sviluppare ragionamenti avanzati), che ha stupito persino esperti della Silicon Valley come Marc Andreessen, il più celebre esponente del venture capital californiano (e fondatore, all’alba del web, di Netscape).
Negli ultimi giorni DeepSeek-R1 è diventato uno degli argomenti più discussi nel settore tecnologico, con conseguenze concrete: lunedì, alla riapertura della borsa statunitense dopo il weekend, l’indice Nasdaq Composite, che include molte società di tecnologia, ha perso il 3,5 per cento e Nvidia, azienda statunitense produttrice di chip che hanno consentito il grande sviluppo del settore delle intelligenze artificiali, ha perso il 13 per cento. Le caratteristiche di DeepSeek, infatti, rimettono in discussione alcune convinzioni sulle intelligenze artificiali, o perlomeno hanno introdotto alcune preoccupazioni finanziarie dove fino a poco tempo fa regnava soprattutto l’ottimismo.
Non si tratta solo delle capacità di DeepSeek, ma anche del fatto che sia una tecnologia sviluppata in Cina, che ambisce a competere con l’azienda più avanzata nel settore delle intelligenze artificiali generative, ovvero OpenAI. A rendere l’annuncio del nuovo modello più discusso, inoltre, c’è il fatto che sia arrivato nel corso della prima settimana della presidenza di Donald Trump, nel corso della quale è stato presentato Stargate (un ambizioso piano di investimenti privati per l’intelligenza artificiale da circa 500 miliardi di dollari) e si è discusso di un possibile “ban” di TikTok, proprio a causa della sua proprietà cinese.
Perché la Silicon Valley ha paura di DeepSeek?
La preoccupazione principale per le aziende americane non è solo la qualità del chatbot, ma il costo estremamente basso con cui DeepSeek è riuscita a svilupparlo. Secondo un report dell’azienda, il modello DeepSeek-V3 è stato addestrato con soli 6 milioni di dollari utilizzando chip Nvidia H800, molto meno avanzati rispetto ai potenti H100 utilizzati da OpenAI e Google. L’accesso limitato ai chip più potenti è dovuto alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti, che cercano di limitare i progressi dell’intelligenza artificiale cinese. Tuttavia, DeepSeek ha dimostrato che lerestrizioni non hanno fermato l’innovazione cinese e che, al contrario, i limiti hanno aguzzato l’ingegno delle aziende del Dragone.
Un interrogativo scuote la Silicon Valley e anche l’amminastrazione di Washington: se una startup cinese con risorse limitate può raggiungere questi risultati, cosa succederà quando avrà accesso a tecnologie ancora più avanzate? E ancora: tutti i miliardi investiti in aziende come OpenAI, Anthropic e le altre del settore AI sono stati davvero ben spesi?
Nelle stesse ore, l’applicazione di DeepSeek ha raggiunto la prima posizione nelle classifiche dell’App Store di Apple, superando quella di ChatGPT, che da mesi è in cima ai download gratuiti su iOS. Lo scorso venerdì, su X, l’investitore Marc Andreessen, a capo del fondo Andreessen Horowitz e consigliere di Donald Trump, ha definito DeepSeek-R1 «uno dei progressi più incredibili e impressionanti che abbia mai visto».





