Plastic Bertrand è il nome d’arte di Roger Jouret, musicista originario del Belgio. Proprio qui incomincia la sua carriera come batterista del trio punk Hubble Bubble, che registra un album senza successo. Quando conosce il produttore/autore Lou Deprijck i due incominciano una collaborazione. Il primo risultato è “Ça plane pour moi” in cui Jouret canta un testo nonsense in francese; la canzone diventa un grosso successo in Europa e un culto in America.
L’artista prosegue a realizzare dischi in Europa, inclusa la hit “Sha-la-la-la- lee”, cover di un brano degli Small Faces.
Durante gli anni Novanta continua a dedicarsi alla musica, incidendo l’album SUITE DIAGONAL (1994) con Jacques Lanzmann. Quattro anni più tardi ritorna sulle scene rimasterizzando i suoi vecchi successi…

Plastic Bertrand e il bluff

Una vita in playback, un successo planetario a cui ha dato solo il volto, un bluff che vanta pochi precedenti. «Non ho cantato io Ça plane pour moi», ammette Plastic Bertrand, al secolo Roger Allen François Jouret, bruxellese, classe ‘54. Ci arriva dopo anni di smentite e una lunga disputa legale col produttore dei formidabili esordi, Lou Deprijck, anche lui belga, vero artefice e – si scopre – interprete di uno più celebri tormentoni similpunk, tre minuti al fulmicotone che nel 1978 hanno scalato tutte le classifiche, Usa e Regno Unito compresi. «Avrei voluto, non me lo hanno permesso», si giustifica l’ormai stempiato Bertrand. Troppo tardi, i Sex Pistols hanno fatto scuola. È l’ennesima grande truffa del rock’n’roll.

Per trent’anni nessuno ha avuto dubbi. Uscita nel dicembre ‘77, Ça plane pour moi («Per me va tutto bene»), nasceva come remake. Qualche settimana prima, l’aveva pubblicata il britannico Elton Motello, presentandola come Jet Boy, Jet Girl, in inglese, con un testo torbido su un adolescente innamorato di un uomo parecchio più vecchio. Il furbastro Deprijck vide che nel brano c’era un potenziale hit. Lo tradusse in francese, eliminò i riferimenti all’omosessualità, aggiunse un tocco ottimista di electropop, lo interpretò e quindi inventò il molleggiato Bertrand, pescando nel mazzo dei musicisti belgi in cerca di gloria il bel batterista Jouret. Il mondo si arrese al suo talento, messo in scena segretamente da una marionetta