Basket

Che fine ha fatto Rakim Sanders?

Continua la rubrica dei giocatori spariti dopo aver lasciato il segno e non poco. Oggi è il turno di Rakim Sanders. Dopo aver scritto la storia di due campionati italiani, con due squadre diverse, la sua carriera è drasticamente scesa di livello. Dove è finito oggi? Scopriamolo insieme.

Rakim Sanders, le origini e gli inizi

Rakim The Dream, come lo chiamavano al college, è il secondo di sei figli e perde la madre quando aveva solo 11 anni. Cresciuto dalla sorella maggiore a Rhode Island, già ai tempi dell’High School si era fatto notare per il suo talento e potenziale. Le strade lo conducono prima a Boston College, poi a Fairfield, la stessa università di Arthur Kenney, primo giocatore ad aver la maglia ritirata dall’Olimpia. Nessuno immaginava che, anni dopo, anche quel giovane ragazzo di Pawtucket avrebbe lasciato il segno nella capitale della moda.
Nel 2012 si candida al Draft NBA, ma non viene scelto. Rakim firma per l’Hapoel Gilboa e inizia il periodo più roseo della sua carriera in Europa.

Rakim Sanders, la Dinamo e il primo scudetto

Il prodotto di Fairfield gioca un’ottima annata in Israele e l’anno dopo firma per il Bamberg, dove avrà occasione di assaggiare anche il livello dell’Eurolega.
In Germania rimarrà solo un anno. Arriva la chiamata di Meo Sacchetti da Sassari e Sanders trova una squadra che cambierà per sempre la sua carriera.
La Dinamo quell’anno esordisce in Eurolega per la prima volta nella sua storia, arriva quinta in campionato e supera senza troppi problemi Trento nei quarti di finale dei playoff scudetto. In semifinale c’è la corazzata dell’Olimpia Milano di Luca Banchi, con Ale Gentile, Daniel Hackett per fare qualche nome. Un’Olimpia fresca di scudetto, arrivata prima in regular season e con voglia di rivalsa, perchè Sassari aveva prevalso sui lombardi già in Coppa Italia e Supercoppa.

Il Banco di Sardegna si porta incredibilmente sul 3-1, ma poi un impressionante Gentile si carica Milano sulle spalle e forza una gara 7 che sembrava impossibile.
Gara 7. Forum di Assago. Mancano una manciata di secondi e Milano e avanti di tre punti, con Jerome Dyson in lunetta. Il play della Dinamo sbaglia il secondo volontariamente, rimbalzo offensivo Sassari, canestro, overtime e successivamente Forum sbancato. Chi ha preso quello storico rimbalzo a meno di due secondi dal termine? Ovviamente Rakim The Dream Sanders, l’uomo che trasforma i sogni del popolo sardo in realtà. Sassari affronterà poi in finale la Reggio Emilia di Andrea Cinciarini e Amedeo Della Valle e si aggiudicherà uno storico scudetto, dopo una serie bellissima.

Rakim Sanders
Rakim Sanders in finale vs Reggio Emilia
(photo credits: Corrieredellosport)

Milano nel destino

Dopo aver frequentato la stessa università di Kenney ed essere stato allenato da un altro ex Olimpia, Sidney Johnson, nel 2015 arriva il momento di testare sulla propria pelle l’esperienza milanese. Arriva dopo un grande infortunio alla mano e per risollevare la stagione non entusiasmante dell’Olimpia di Jasmin Repesa.

“Quando giocavo a Bamberg, il mio primo anno in Eurolega, affrontammo Milano e ricordo di aver detto ai miei compagni che giocare qui sarebbe stato super”. Queste le parole di Sanders e inoltre ha aggiunto un aneddoto che non fa sicuramente sorridere la memoria dei tifosi di Milano: “Quando al Forum ho catturato il rimbalzo sul tiro sbagliato da Jerome Dyson in gara 7 e ho segnato il lay-up pensavo di aver vinto la partita e sono corso verso la panchina convinto che fossimo in finale. Non avevo realizzato che era solo il canestro del pareggio”.

Tuttavia, l’impatto dell’ex Sassari è importante, almeno per il campionato. Condurrà Milano al successo sia in Coppa Italia, sia nei playoff Scudetto e in entrambi i casi vincerà il premio di MVP. Nonostante questi importanti risultati, non è un Armani Exchange che è rimasta particolarmente nel cuore dei suoi tifosi, visti i risultati in Eurolega e l’eccessiva fatica in Italia. Inoltre l’anno dopo i biancorossi furono in grado di ripetersi solo in Coppa Italia, mentre ai playoff uscirono malamente contro Trento. Con l’addio anche di Repesa, l’esperienza di The Dream nel capoluogo lombardo era ai titoli di coda, ma c’erano diverse squadre di alto livello interessate.

Rakim Sanders
Rakim Sanders in maglia Olimpia

Il Barcellona e l’addio all’Europa

Dopo l’esperienza milanese, il due volte MVP delle finali playoff è rimasto nei radar delle squadre di Eurolega, in particolare del Barcellona che lo firmò per la stagione successiva. Il Barça era una squadra in un momento di transizione in Europa, non era il top team degli anni d’oro di Juan Carlos Navarro, né una contender come oggi.
Non fu un anno facile per The Dream, tanto che giocò una parte di stagione e poi venne messo ai margini del roster. Aggiunse al suo palmares una Coppa del Re e in Euroleague non andò oltre la regular season.
Dopo la delusione spagnola, non c’era più spazio in Europa per l’allora 29enne ex Olimpia. Riassaporò l’America per un anno giocando in G-League per gli Erie Bayhawks, squadra affiliata ai New Orleans Pelicans. Anche in questo caso, non superò i 365 giorni di permanenza e ora milita nel campionato della Corea Del Sud per i Changwon Sakers.

Un giocatore che non si è mai legato a lungo ad una squadra, ma che ha dimostrato nel bene o nel male di essere in grado di incidere. E’ un classe 89 e ha ancora qualche anno di carriera davanti. Magari lo rivedremo nel nostro campionato, dove ha saputo lasciare il segno. Un segno indelebile.

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