Le forze di Minsk potrebbero aiutare Mosca a conquistare Kiev. Gira virale il video della guardia frontiera che lancia 30 monetine d’argento contro l’ambasciatore bielorusso, simbolo di disprezzo. Sabato la Bielorussia, il più antico e fedele alleato della Russia post-sovietica, ha evacuato la sua ambasciata da Kiev, la capitale dell’Ucraina. L’ambasciatore ha ricevuto un “regalo” in cambio di questo gesto, al quanto umiliante, da una guardia di frontiera ucraina che ha lanciato 30 monete d’argento contro Igor Sokol, l’ambasciatore bielorusso. E’ andato virale un video girato a un post di blocco senza nome mostrando questo scenario, un gesto simbolico di disprezzo che ha fatto il giro di tutto il mondo.

Che succede se la Bielorussia entra in guerra con la Russia?

La Russia aveva chiuso la sua ambasciata a Kiev il 24 febbraio scorso, due giorni prima dell’inizio dell’invasione. La chiusura dell’ambasciata Bielorussa può solo che dimostrare sostengo al presidente Vladimir Putin da parte del suo omologo bielorusso Alexander Lukashenko.

Se la Bielorussia entrasse a far parte della guerra affiancando la Russia le cose sul terreno nel nord dell’Ucraina cambierebbe le cose. Bisogna notare che Minsk è finita nel mirino delle sanzioni occidentali sin dall’inizio dell’invasione. La NATO e gli Stati Uniti pensano che purtroppo questa unione di queste due forze contro l’Ucraina potrebbe accadere presto. Lo dichiarano la CNN, alcuni funzionari statunitensi e dell’Alleanza atlantica. Un funzionario militare ha dichiarato che è sempre piu probabile che la Bielorussia entri nello scenario aggiungendo che “Putin ha bisogno di supporto e qualsiasi cosa aiuterebbe”.

E’ stato dichiarato da una fonte dell’opposizione Bielorussia che le unità combattenti bielorusse sono pronte ad entrare in Ucraina nei prossimi giorni con migliaia di forze pronte a schierarsi e combattere. Dal punto di vista militare l’impatto non sarà allarmante quanto la decisione geopolitica di un altro paese di unirsi alla guerra. Secondo i funzionari, la decisione della partecipazione di Minsk sarà presa a Mosca in base alle valutazioni di Putin sulla stabilità dell’area.

Il governo ucraino considera “elevato” il rischio di un attacco contro la regione di Volyn, che si trova nella parte ovest del Paese proveniente dal territorio bielorusso. Il tenente generale in pensione ed ex vice capo di stato maggiore ucraino Ihor Romanenko, ha detto ad Al Jazeera che la Bielorussia potrebbe unirsi alla mischia da parte di Mosca e inviare dai 10 ai 15 battaglioni tattici composti da un massimo di 800 uomini ciascuno per aiutare l’esercito Russo. Romanenko sottolinea che la possibilità è alta da come stanno andando le cose.

Indiscrezioni non confermate in modo indipendente, dichiarano che ormai è da settimane che ci sono epurazioni all’interno dell’esercito bielorusso, infatti molti militari e ufficiali di alto grado si sono rifiutati di combattere contro il popolo ucraino. I bielorussi starebbero solo a fianco delle forze russe, e questo avviene solo dopo che Mosca avrà completato lo schieramento di riserve come i paracadutisti della flotta del Pacifico che vengono trasportati nella Russia occidentale e in Bielorussia. Romanenko afferma che “La capitale è l’obiettivo principale. Putin pensa che se la capitale viene presa, la questione sarà risolta“.

Ieri un alto funzionario dell’intelligence a Kiev ha ipotizzato che potrebbero arrivare dalla Bielorussia ondate di militari in Ucraina di circa 5.000 elementi ciascuna per supportare l’esercito russo. Il generale Viktor Yagun del servizio di sicurezza ucraino ha fatto un commento televisivo dicendo: “La possibilità di invasione dalla Bielorussia è piuttosto alta”. Lukashenko sottoline che non comanda più” il suo esercito poiché i vertici bielorussi sono ‘gestiti dalla Russia’”, aggiunge anche che i bielorussi potrebbero prendere di mira la regione occidentale di Volyn che ha la funzione principale di rifornimento per gli aiuti militari occidentali.

Altri esperti militari pensano che sia possibile che le forze di Lukashenko nelle prossime settimane possono guidare l’avanzata russa nelle regioni dell’Ucraina occidentale. Finora quest’ultime non sono state toccate se non molto marginalmente dalla guerra. Lukashenko ha permesso di fatto alla Russia di utilizzare il suo territorio per invadere l’Ucraina e ha modificato la costituzione della sua ex nazione sovietica per consentire il dispiegamento di armi nucleari russe in Bielorussia.

Lukashenko dall’inizio dell’invasione ha sempre detto che non avrebbe aiutato Putin militarmente, le sue parole dette a Febbraio “Non saremo trascinati nella guerra, nessuno ci chiede di farlo”. Dopo il 15 marzo ha minacciato di “rispondere con forza” dopo aver confermato che un missile da crociera era stato intercettato e distrutto sulla Bielorussia. Da un mese a questa parte, la Bielorussia ha rafforzato le sue forze lungo il confine ucraino, escludendo però ufficialmente che ciò sia collegato alla preparazione. Afferma il 12 marzo il viceministro della Difesa Viktor Gulevich che: “per non parlare della partecipazione, dell’esercito bielorusso all’operazione militare speciale [della Russia] in Ucraina”.

23 Marzo

Valeria Muratori

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