Hassan Nasrallah terrà oggi pomeriggio un discorso durante una cerimonia di commemorazione “in onore dei martiri caduti in difesa di Gaza”. È la prima volta che il capo di Hezbollah interverrà pubblicamente dopo gli attacchi a sorpresa di Hamas nel sud di Israele dello scorso 7 ottobre che hanno causato i bombardamenti di Israele sulla Striscia di Gaza. Sarà un momento seguito con grande attenzione in tutto il mondo per via della situazione delicata di escalation che potrebbe coinvolgere nel conflitto anche le forze libanesi alleate di Hamas. Secondo un retroscena pubblicato dal Wall Street Journal l’operazione “Diluvio Al-Aqsa” che ha scatenato il conflitto sarebbe stata pianificata a Beirut sull’asse Hamas, Hezbollah, Iran.

Hassan Nasrallah è entrato in politica nel 1975, a 15 anni, aderendo al partito sciita Amal. Il Libano era allora diviso dalla guerra civile e a 16 anni Nasrallah era già ufficiale di Amal. La sua formazione è militare, ma anche e soprattutto religiosa. È Muhammad al-Gharāwī, studioso sciita, a influenzarlo e a indirizzarlo agli studi religiosi, prima nella città santa sciita di Najaf, in Iraq, e poi in Libano, a Baalbek.

Il passaggio da Amal a Hezbollah, che significa Partito di Dio di cui è uno dei fondatori, avviene nel 1982. È l’anno dell’intervento israeliano nella guerra civile libanese e nel territorio di Beirut e Nasrallah non condivide la posizione del suo primo partito, non sufficientemente radicale e opposta a Israele. Prima della fine della guerra civile diventa ufficiale capo esecutivo del partito e studia nella città santa iraniana di Qom. Guida il movimento dal 1992 quando gli israeliano uccisero il segretario del partito Abbas Al Musawi.

Il gruppo era diventato subito uno dei più forti nel Medio Oriente, sia partito sciita che forza paramilitare. È considerato un’organizzazione terroristica dagli Stati Uniti, per l’Unione Europea lo è soltanto la sua “ala militare”. È sostenuto dall’Iran con armi e finanziamenti. Nel manifesto della forza politica diffuso nel 1985 dichiarava di voler espellere le potenze straniere dal Libano, di voler distruggere Israele e giurava fedeltà a Teheran. Secondo alcuni osservatori è il gruppo militarmente più potente del Medio Oriente se non del mondo

Da allora due crisi più forti delle altre con Israele, nel 1996 e nel 2006. Nel primo caso per i raid di Tel Aviv contro le basi di Hezbollah che lanciava razzi sul Nord di Israele, nel secondo un’imboscata tenuta al di là del confine israeliano da parte di alcuni miliziani di Hezbollah. Per Israele è un leader terrorista vicino e finanziato dall’Iran. Certamente sono forti le sue capacità politiche.

Il discorso di Hassan Nasrallah seguito da migliaia di persone

“Migliaia” di persone stanno seguendo il discorso di Nasrallah anche da Baghdad e da altre città delle regioni centro-meridionali a maggioranza sciita. A riferirlo è stato il corrispondente da Baghdad della tv al Manar, dello stesso movimento sciita libanese.

“Il nostro dovere è dare tutto, credere in questa chiamata, siamo pronti al sacrificio, a dare tutto”. Così il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, durante il suo discorso

“La nostra battaglia è pienamente legittima, dal punto di vista legale e religioso, contro l’occupante sionista”: lo ha detto il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, in un discorso pubblico, pronunciato da una località non meglio precisata e trasmesso in diretta tv in occasione della ‘Festa dei martiri caduti sulla via di Gerusalemme’, in riferimento ai circa 60 combattenti di Hezbollah uccisi dall’8 ottobre a oggi negli scontri con l’esercito israeliano nel sud del Libano. “Il nostro dovere è dare tutto, credere in questa chiamata, siamo pronti al sacrificio, a dare tutto”, ha aggiunto. Quanto alle vittime di Gaza, “sono tutti martiri, si stanno muovendo verso un altro mondo enunciato dai profeti, ora sono lì dove non ci sono dittature e non ci sono sionisti”

Il capo libanese di Hezbollah, Hassan Nasrallah, rompe il silenzio sulla guerra tra Hamas e Israele. “Tutte le vittime di Gaza sono martiri, si stanno muovendo verso un altro mondo enunciato dai profeti, ora sono lì dove non ci sono dittature e non ci sono sionisti. Nessuna guerra è più ingiusta di questa”, ha detto in occasione di un evento in memoria dei combattenti uccisi nei bombardamenti israeliani nella periferia sud di Beirut, roccaforte di Hezbollah. Nasrallah ha assicurato il sostegno a Gaza: “Siamo pronti al sacrificio, siamo pronti a dare il nostro tutto”. Migliaia le persone in piazza ad ascoltarlo. Dallo scorso 7 ottobre, data dell’attacco di Hamas a Israele che ha dato il via al conflitto, si è combattuto anche sul versante libanese, al confine con quello israeliano. Qui sono state uccise più di 70 persone: 50 di queste erano combattenti di Hezbollah, secondo i dati diffusi dall’Afp. Morto anche un giornalista della Reuters