Giulia Bevilacqua è dal 2017 felicemente sposata con il marito Nicola Capodanno, di professione giornalista: il matrimonio è stato celebrato con rito civile a Positano e dalla loro storia d’amore sono nati due figli, Vittoria e Edoardo, rispettivamente nel 2018 e nel 2020

“Ci siamo conosciuti a Roma, per caso: dopo alcuni balli scatenati -io adoro ballare- mi sono seduta per riposarmi e in pratica lo facciamo contemporaneamente” dice a proposito di Nicola e della fortuita casualità che li aveva visti sedersi nello stesso momento nella medesima poltrona. “Schiena contro schiena, come in un film: ci giriamo e ho avuto il primo colpo di fulmine della mia vita” ha confessato Giulia, spiegando che da allora non ha mai avuto dubbi che quello sarebbe diventato l’uomo della sua vita. “Ho pensato: ‘Ma dove sei stato? Ti conosco da sempre, come è possibile?’” aveva aggiunto ammettendo di aver provato un forte senso di familiarità e appartenenza come mai le era accaduto prima.

Chi è il marito di Giulia Bevilacqua

Giornalista originario di Positano, Nicola Capodanno era poco noto alle cronache mondane prima di conoscere l’attrice televisiva: nato nel 1978, di lui sappiamo che si era dapprima laureato in Scienze Politiche presso l’Università LUISS Guido Carli di Roma, cominciando in seguito a lavorare per Milano Finanza, la redazione economica dell’Agenzia Ansa e successivamente anche il Gruppo Editoriale L’Esporesso; non solo, stando a quanto si apprende Capodanno ha avuto in passato anche esperienze lavorative nel settore media e corporate & investment banking non solo per il gruppo Intesa San Paolo ma pure in Tim. Per quanto concerne la sua storia con la Bevilacqua pare che il giornalista abbia conosciuto l’attrice nel corso della più conviviale delle occasioni, vale a dire una festa mondana. Da lì il colpo di fulmine e poi qualche tempo dopo la scelta di unirsi civilmente. “Dopo che ci siamo guardati negli occhi abbiamo sentito un senso di appartenenza l’una all’altro” aveva raccontato Giulia durante una intervista concessa tempo addietro al magazine rosa “Vanity Fair”, spiegando che quello stesso sentimento era come qualcosa che non dipendeva nemmeno da loro, per lasciare intendere quanto fosse innato e recondito.