Durante gli anni Ottanta quando Maradona era legato a Claudia Villafane ha intrapreso una storia con Cristiana Sinagra, ragazza napoletana incontrata nella città partenopea, la stessa ha raccontato sulle pagine del Corriere Della Sera: “Il nostro legame nacque in maniera lenta, si può dire? Sì, la sensazione fu quella di sentirmi cullata verso l’infinito. Ci ritrovammo insieme quasi senza accorgercene. È stata una grande passione, un legame forte nato piano piano. Chiacchierando, guardandoci negli occhi. Prendendoci anche tanto in giro“. Proprio da questa grande passione arrivava la dolce attesa della Sinagra che portava alla nascita di Diego Armando Junior nel 1986: nel corso della gravidanza però la donna all’epoca poco più che ventenne si allontana dal campione poichè “C’erano cose brutte. Cose dette dalle sue sorelle” secondo quanto dichiarato sulle pagine di Diva e Donna.
Il bambino non viene riconosciuto, però, dal celebre padre ed assume il cognome della madre. Una battaglia legale dichiarata ufficialmente la paternità nel 1993: il primo incontrò padre – figlio nel 2003 in occasione di un torneo di golf a Fiuggi. Il riconoscimento da parte dell’ex giocatore avvenne poi nel 2007. Cristiana Sinagra e Maradona ritornavano al tempo stesso ad avere rapporti distesi per il bene del figlio.
Il primo incontro fra Maradona e il primo figlio Diego Jr risale al 2003, durante un torneo di golf, ma è solo dal 2016 in poi che i due hanno stabilito il legame che li ha uniti fino alla morte del calciatore. Il «prima» non è stato facile. «Mi sono sentito abbandonato, rifiutato. Anche quando mi mancava tutto ciò che facevano gli altri bambini. Quando vedevo i miei amici con i loro papà, le recite, i lavoretti e io ero sempre e solo con mamma e nonno», ha raccontato in un’intervista al Corriere. «Mi chiedevo: ma perché non posso vederlo? Ma non c’erano risposte».
Lui aveva sempre saputo chi fosse il padre, «da quando ho memoria, da quando sono piccolo. La cosa migliore che potesse fare mia madre fu dirmi da subito che ero il figlio di Maradona». Lo vide per la prima volta in televisione, all’epoca dei Mondiali del 1990, quando l’Argentina venne a giocare a Napoli contro l’Italia.
«Quando sono diventato Diego Armando Maradona avevo 7 anni, ma mio padre non si è mai opposto a nulla. Mi ha detto che all’epoca, era il 1993, c’erano circostanze che non gli permettevano di fare ciò che voleva. Non si sentiva libero e infatti non lo era». Usava droghe: «Mio padre era un uomo malato».
Quando si videro in faccia per la prima volta, Diego Jr aveva 17 anni: «Partii da Napoli con mio zio, arrivai al golf club di Fiuggi, riuscii ad entrare oltrepassando la recinzione da un buco e da lontano lui mi fece cenno di avvicinarmi. Non fu scortese, mi diede un numero di telefono, ma nessuno mi ha mai risposto. Mi disse: “Io so che sei mio figlio ma per tutti non puoi esserlo adesso”. Io ero un figlio che non poteva essere riconosciuto. Lui desiderava essere mio padre ma era costretto a dirmi di no da un sistema che si era creato attorno. A suo modo fu molto affettuoso».
La donna non ha ricordi del campione, dell’eroe del campo, non vedeva le partite, dice, ma ricorda l’uomo. “Il suo cognome ancora oggi mi dice molto poco, per me era e resta Diego. La dolcezza, la spontaneità, la generosità. Negli anni si è poi fatto tanto male, credo non sia più stato veramente felice. Ha voluto autodistruggersi, sempre a combattere con i sensi di colpa. Ma se qualcuno gli chiedeva aiuto, non si è mai tirato indietro”. Quando l’ha rivisto dopo 22 anni, confida Sinagra, “è stato come se non l’avessi mai lasciato. Non ho smesso di pensare a lui un solo giorno. Ora mi sento sola, non riesco ad accettare che non ci sia più. Un dolore enorme”.





