Daria Colombo è la moglie di Roberto Vecchioni dal lontano 1981. La scrittrice e intellettuale è laureata in Lettere moderne presso l’Università di Padova. Ha successivamente approfondito la sua formazione specializzandosi in storia del teatro. Durante il periodo tra il 1975 e il 1980, Daria Colombo ha contribuito attivamente nel mondo dello spettacolo e delle arti, in primis nei settori teatrale, cinematografico e televisivo, collaborando con figure di spicco come il paroliere in musica per antonomasia Adriano Celentano.

Vecchioni ha parlato del suo matrimonio con Daria Colombo, sua moglie da 43 anni: “Quando la vidi pensai: ma davvero esiste una creatura così? È stato un corteggiamento lungo, una battaglia, ma sapevo che era la mia compagna”. Daria gli è stata accanto anche nei momenti più difficili, compresi gli interventi chirurgici e la perdita del figlio Arrigo.

Il figlio Arrigo è scomparso nel 2023 a 36 anni. Vecchioni lo ricorda come “un ragazzo che non apparteneva a questo mondo: per discrezione, generosità, senso dell’umorismo. Era fantastico con i bambini, un grande scrittore e un grande interista”. La sua morte è stata un colpo terribile per la famiglia. Vecchioni confessa: “Durante il giorno mi faccio forza, anche per mia moglie. Ma alcune notti mi ritrovo a piangere. Lei non si dà pace, e così è da oltre un anno. Non avevamo mai pensato al suicidio. La malattia mentale viene affrontata ancora come una vergogna; invece se ne deve parlare”.

Convivere con l’assenza non è cosa semplice. «Durante il giorno mi faccio forza, anche per mia moglie. Inoltre lavoro moltissimo, ma qualche notte, quando Daria dorme mi ritrovo a piangere, lei non si dà pace e così è da oltre un anno», ha spiegato il cantautore, che ammette: «Non avevamo mai pensato al suicidio. La malattia mentale viene ancora affrontata come una vergogna; invece se ne deve parlare». E ancora: «Forse io e Daria scriveremo un libro. Un tempo io bevevo soprattutto superalcolici, lui soffriva nel vedere il suo papà, una persona importante, che si distruggeva così, di certo anche io ho le mie colpe». Una dipendenza ormai superata, da dieci anni. «L’alcol mi distraeva dai figli. Ma ad Arrigo non è bastato. Non siamo riusciti a capirlo. Le forme bipolari sono aumentate con il Covid, lo stravolgimento dei rapporti umani ha fatto il resto, e l’assistenza sanitaria è gravemente insufficiente. Troppe famiglie vengono lasciate sole. È una battaglia che io e mia moglie vorremmo combattere».