Poche ore fa, sono tornati in libertà Alberto Trentini e Mario Burlò, detenuti in Venezuela dal novembre del 2024. Quest’ultimo è un imprenditore di Torino, al centro di diversi processi in Italia per reati fiscali e finanziari; la notizia del suo arresto era emersa proprio durante uno di questi procedimenti giudiziari, poiché risultava irrintracciabile.

Come nel caso di Trentini, anche il suo arresto era avvenuto in circostanze poco chiare, e la sua famiglia aveva avuto enormi difficoltà a mettersi in contatto con lui. Non era formalmente imputato di alcun capo d’accusa; a novembre 2025, però, aveva riferito di essere stato rinviato a giudizio per terrorismo. In questi mesi, i suoi legali, Maurizio Basile e Benedetto Marzocchi Buratti, avevano più volte chiesto al governo italiano di fare di più per la liberazione del loro assistito.

Mario Burlò, la detenzione in Venezuela e i progressi per reati fiscali

Di recente, un tribunale in Italia lo ha assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. L’imprenditore, tuttavia, è ancora a processo a Torino per presunte irregolarità fiscali nella gestione della squadra di basket torinese Auxilium. A settembre 2025, l’ambasciatore italiano in Venezuela, Giovanni Umberto De Vito, aveva fatto visita ai due detenuti, dichiarando di averli trovati in condizioni non preoccupanti, ma molto dimagriti. Aveva consegnato a Burlò una lettera da parte della sua famiglia, ma non aveva potuto portare né a lui, né a Trentini, dei beni di prima necessità.

Federica Checchia