L’amore tra Nancy Dell’Olio e Sven-Goran Eriksson risale agli inizi degli anni novanta; una liaison che immediatamente valica il muro del gossip internazionale arrivando ad avere fin da subito una risonanza quasi globale. Una coppia magnetica, capace di attirare una fragorosa attenzione mediatica che in alcuni casi sarà forse risultata anche deleteria per la stabilità del rapporto. La conduttrice nata a New York ha spesso raccontato di una passione travolgente; al fianco del compianto allenatore in giro per il mondo nei diversi impegni sportivi. Quando Eriksson arriva in Inghilterra la storia d’amore tocca però il suo picco, al netto anche dei retroscena che emersero poco dopo.

Galeotta fu Londra… la stampa britannica mette la lente d’ingrandimento sulla coppia ed emergono presunte storie di infedeltà con protagonista proprio Sven-Goran Eriksson. I tradimenti balzati all’attenzione mediatica non scalfiscono il carattere di Nancy Dell’Olio; la conduttrice non solo non si sottrae alla stampa ma soprattutto decide anche di andare oltre quelle ‘scappatelle’ dell’ex compagno arrivando al perdono.

Una storia passionale, la loro. Durata dieci anni. “Facevamo sesso anche tre volte al giorno – confessa Dell’Olio -. Tra noi c’era una grandissima passione e se non fosse stato così forse non avrei trovato la forza di lasciarlo”. Nonostante i tanti gioielli preziosi che la donna ha ricevuto in dono dallo svedese, oggi 76 anni, c’è un regalo tanto agognato che in realtà non ha mai avuto. “Avrebbe dovuto lasciarmi la casa che avevamo insieme, tutta a mio nome, ma non l’ha fatto. E ho lottato tre anni con gli avvocati per avere ciò che mi spettava” racconta.

Nel 2007, però, la storia d’amore volge al termine ma non tramonta la stella di Nancy Dell’Olio che ormai si è ritagliata una propria credibilità ben oltre l’etichetta di ‘moglie di’. “L’ho amato molto” – raccontava a Storie di donne al bivio – “E’ stata la passione più forte della mia vita”.

Dell’Olio non pensava che le condizioni di salute di Eriksson fossero in realtà così gravi. “Sì, sapevo che non stava bene. Del resto, abbiamo sempre avuto un canale di comunicazione aperto, poiché abbiamo delle situazioni finanziarie non del tutto resto a Londra – spiega -. Ma nessuno mi aveva detto della gravità della malattia. Sapevo che aveva avuto degli ictus e che era in fase di ripresa”. L’allenatore dell’ultimo scudetto della Lazio è uscito allo scoperto lo scorso gennaio, quando ha pubblicamente dichiarato di avere un tumore al pancreas allo stadio terminale e che, secondo i dottori, gli restava al massimo un anno di vita.