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Chi ha costruito la Luna Rossa? Il monoscafo più veloce al mondo

La prima Luna Rossa fu varata nel 1999 e da allora sono state costruite altre imbarcazioni col medesimo nome, conformi a diverse classi veliche, le più importanti delle quali hanno partecipato ad edizioni della Louis Vuitton Cup e dell’America’s Cup.

La prima partecipazione italiana alle selezioni per l’America’s Cup avvenne nel 1983 alla vigilia della svolta epocale per il trofeo sportivo più antico del mondo. Gianni Agnelli e il principe Karim Aga Khan IV per lo Yacht Club Costa Smeralda furono i principali finanziatori di Azzurra.

A Newport negli USA, nelle selezioni che per la prima volta presero il nome di Louis Vuitton CupAzzurra si affermò fino a raggiungere le semifinali. In quella edizione la Coppa per la prima volta in 132 anni fu conquistata da uno sfidante, Australia II e portata Down Under.

Il nome scelto per ITA 45 (e per tutte le successive) fu Luna Rossa. La storia ufficiale racconta come il nome sia nato nella mente di Patrizio Bertelli dal sorgere di una grande luna piena e rossastra in una sera d’estate durante una cena trascorsa a parlare di barche sulle colline di Tirli vicino a Punta Ala. Miuccia Prada racconta come il nome Luna Rossa fosse perfetto da contrapporre a Black Magic, il defender. Solo dopo ci si è ricordati della canzone omonima napoletana composta nel 1950 da Vian e De Crescenzo che rielaborata in chiave moderna da Renzo Arbore seguì la barca nelle sue avventure australi. Il secondo scafo Luna Rossa ITA 48 fu varato poco dopo il primo con caratteristiche più adatte a condizioni di vento leggero e onda meno pronunciata tipiche dell’estate piena nel golfo di Hauraki.

Il monoscafo volante classe AC75 è stato costruito dal cantiere Persico Marine e ha impegnato oltre 90 persone – ben 37 i designer del team – che per quasi due anni hanno dedicato ben 78.000 ore di lavoro complessive alla ricerca dell’imbarcazione perfetta, quella capace di scrivere la storia del più prestigioso trofeo nel mondo della vela. Dotata di un albero alto 26,5 metri, l’AC75 Luna Rossa è progettato per volare letteralmente sull’acqua, navigando quasi costantemente in modalità foiling grazie appunto alle foil arms, due braccia in carbonio pesanti ognuna 500 chili, capaci di immergersi fino a 5 metri di profondità sotto la superficie dell’acqua e di sostenere un carico fino a 27 tonnellate.

Un vero e proprio capolavoro dell’ingegneria navale, rivoluzionaria reinterpretazione del monoscafo che potrà contare anche sull’innovativa soft wing, una vela formata da una doppia randa che dovrebbe coniugare al meglio l’efficacia di un’ala rigida e la manovrabilità di una tradizionale, e che è stata realizzata impiegando un totale di oltre 35.000 chilometri di fili di carbonio. Lo scafo, lungo 22,7 metri dalla poppa al bompresso e pesante 6,5 tonnellate, è stato invece messo a punto impiegando la bellezza di 7.000 metri quadrati di fibra di carbonio e 400 metri quadrati di nido d’ape in alluminio.

Questo avveniristico prodotto della più avanzata tecnologia nautica è “barca uno”, la barca con cui il team potrà finalmente misurarsi in mare dopo i mesi trascorsi in palestra, in esercitazioni che dovranno essere alternate alle modifiche che i designer opereranno in base ai feedback riportati dall’equipaggio e che tenteranno di trasformare l’AC75 Luna Rossa nel monoscafo volante più veloce al mondo.

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