Hanspeter e Siglinde Sinner sono i genitori del campione tennista Jannik Sinner. Per lo sportivo, papà e mamma sono due persone fondamentali nella sua vita di atleta, ma non solo. Da sempre al suo fianco, lo hanno sostenuto fin da piccolo, trasmettendogli i valori che gli appartengono Siglinde, la mamma di Jannik Sinner, anche oggi in tribuna a Wimbledon per la finalissima contro Alcaraz. Appena le telecamere l’hanno raggiunta, su X è stato boom di tweet: «Siamo tutti pronti a soffrire con te», il tenore dei messaggi. È seduta non accanto al papà, Hanspeter, che invece è nell’angolo di Jannik. E che più volte è stato inquadrato mentre esultava ai colpi vincenti di Jannik.
Chi sono Hanspeter e Siglinde, i genitori di Jannik Sinner
Hanspeter e Siglinde lavoravano al Rifugio Fondovalle (Talschlusshütte) in Val Fiscalina, lui come cuoco, lei cameriera: ora il papà è entrato nello staff del figlio, mentre la mamma gestisce la casa vacanza della famiglia “Haus Sinner” a Sesto Pusteria. «Cucina meglio di come gioca a tennis», aveva scherzato sul padre Sinner, che aveva poi spiegato a El Pais: «Tutti i giocatori si innervosiscono durante una partita, ma cerco di stare calmo perché le partite possono essere molto lunghe. Penso di doverlo ai miei genitori. Hanno molto rispetto per il loro lavoro e credo che mi abbiano trasmesso quella mentalità: rispetto per il lavoro, rispetto per tutti, impara ad accettare che in campo può succedere di tutto. La stessa cosa succede lì al ristorante: tutto può succedere e bisogna stare calmi».
Nel panorama sportivo attuale, dominato da famiglie spesso troppo presenti – a volte invadenti – i Sinner rappresentano un modello alternativo: nessuna ricerca di visibilità, nessuna invasione del percorso sportivo del figlio. Il loro stile è coerente con quello del figlio in campo: sobrio, efficace, mai sopra le righe. Quando Jannik vince, sono felici. Quando perde, restano presenti. Ma sempre in secondo piano. Una presenza silenziosa ma solida. La loro storia è anche un segnale culturale forte. In un’epoca dove tutto si espone e si amplifica, i Sinner scelgono il basso profilo. Non per timidezza, ma per principio. Continuano a lavorare nel rifugio, rifiutano le telecamere, vivono la fama del figlio senza trasformarla in una vetrina personale. E in un Paese dove spesso si celebra il clamore, questa normalità diventa quasi rivoluzionaria.
Il campione italiano ha anche un fratello adottivo di tre anni più grande, Mark, al quale è molto affezionato.
Mark Sinner è nato infatti in Russia nel 1998, a Rostov sul Don, ed è stato adottato dai Sinner quando aveva 9 mesi, due anni prima che venisse alla luce Jannik nel 2001: oggi è istruttore dei Vigili del Fuoco a Vilpiano, nei pressi di Bolzano, in Alto Adige.





