Moses Pendleton è uno dei coreografi americani più innovativi e rappresentativi degli ultimi 40 anni. Chi ha potuto assitere agli spettacoli realizzati per i Momix, compagnia di ballerini illusionisti fondata negli anni ottanta, non può che essere d’accordo. Ma Pendleton non è solo questo: la forza mistica e spirituale che emanano le sue coreografie (“Alchimia”, “Botanica”, “Lunar Sea”, “Passion”) è la stessa delle sue parole. Il

Sinora sono stati 55 i Paesi toccati dai Momix. Ma l’Italia resta nel cuore: un amore ricambiato da teatri sempre sold out. «Non dimenticherò mai il nostro debutto a Milano – racconta ad Avvenire il coreografo Moses Pendleton –. Per questo volevo fortemente festeggiare qui il nostro anniversario con un nuovo spettacolo in prima mondiale proprio nello stesso teatro». E così, esattamente 35 anni dopo, il 10 giugno prossimo, la compagnia debutterà al Barclays Teatro Nazionale (nell’ambito del cartellone estivo organizzato per Expo 2015) con W Momix Forever, uno spettacolo- antologia che ripercorre la lunga carriera della compagnia, dagli storici Momix classics a Passion sulle musiche di Peter Gabriel per L’ultima tentazione di Cristo di Scorsese, a Baseball, Opus Cactus, fino al più recente Bothanica e all’ultimo successo di Alchemy.

La natura è al centro dell’immaginario di Pendleton, «come in Bothanica dove mi ispiravo alle quattro stagioni, mentre in Alchemy mi ispiravo ai quattro elementi: acqua, aria, terra e fuoco. Mi hanno influenzato Yeats e Dante: mi interessa l’idea di trasformazione, anche noi esseri umani siamo in continua evoluzione». Un pensatore dentro al fisico di uno sportivo: questo è Moses Pendleton, figlio di un allevatore di bestiame, laureato in letteratura inglese al Dartmouth College e campione di sci. «Questo mi ha insegnato a muovere il corpo nello spazio, ad andare veloce e contro la gravità. Tutte cose che sono entrate nei Momix». Quando si ruppe una gamba, pensò che la sua carriera fosse finita. Invece grazie alla danza come terapia, si è aprì un nuovo mondo che l’ha portato a fondare prima il Piloboulos Dance Theatre e poi i Momix.

Chi sono i Momix

La compagnia prende il nome da un assolo ideato da Pendleton – al tempo membro dei Pilobolus Dance Theatre – per i Giochi Olimpici invernali di Lake Placid nel 1980. Nel corso degli anni la formazione e le dimensioni del gruppo hanno subito diversi mutamenti,  ma è rimasto intatto l’impegno a contribuire allo sviluppo dell’arte della danza divertendo il pubblico.

Dopo numerosi anni dell’acclamatissimo spettacolo iniziale Momix Classics, che li ha imposti all’attenzione del pubblico  internazionale, nel 1992 Momix presenta Passion, che diventa in breve tempo un altro successo  mondiale. Si tratta di uno spettacolo ideato sulla colonna sonora del film di Martin Scorsese L’ultima tentazione di Cristo, di Peter Gabriel. Lo stesso anno la celebre squadra di Baseball San Francisco Giants affida a Momix la realizzazione di una coreografia per un’inaugurazione. Darà nascita al nuovo spettacolo chiamato, appunto, Baseball (1994). Nel febbraio 1996 debutta a Milano lo spettacolo Supermomix. Nel febbraio 2001 la compagnia presenta la prima mondiale dello spettacolo Opus Cactus al Joyce Theatre di New York, osannato dalla critica mondiale. Record assoluto di pubblico nei paesi dove è stato rappresentato in questi ultimi anni. La creazione successiva di Moses Pendleton, presentata in occasione del 25mo anniversario (2005) di MOMIX, è Sun Flower Moon, una serata di sovvertimenti e di seduzioni visuali concentrate, in cui affascinanti oggetti cosmici guizzano e fluttuano in un metafisico Mare lunare. Nel febbraio 2009 debutta a Bologna l’ultima creazione, Bothanica, che riscuote un successo talmente folgorante da superare addirittura tutti gli spettacoli precedenti.