Dopo mesi e mesi di indagini la Procura ha deciso: Chiara Ferragni è stata rinviata a processo per truffa aggravata legata alla vendita del pandoro Pink Christmas, prodotto dalla Balocco e firmato insieme all’influencer, nel Natale 2022: secondo l’accusa nella campagna commerciale aveva lasciato intendere che acquistando il pandoro, si sarebbe sostenuta la ricerca sull’osteosarcoma e sarcoma di Ewing per comprare un nuovo macchinario, ma in realtà la somma era stata già stanziata.
La stessa cosa sarebbe accaduta durante la campagna promozionale delle uova di Pasqua Dolci Preziosi. Il decreto di citazione diretta è stato notificato stamattina agli avvocati e la prima udienza sarà a settembre.
Sulla lista degli indagati erano finiti oltre che Chiara Ferragni, Alessandra Balocco, a capo dell’omonima impresa dolciaria, Franco Cannillo di Dolci Preziosi e l’ex general manager di Chiara Ferragni Fabio Maria Damato
Chiara Ferragni, come riportato dal Corriere della Sera, ha invece reagito così: “Credevo sinceramente che non fosse necessario celebrare un processo per dimostrare di non aver mai truffato nessuno. Dovrò purtroppo convivere ancora del tempo con questa accusa, che ritengo profondamente ingiusta, ma sono pronta a lottare con ancora maggiore determinazione per far emergere la mia assoluta innocenza”.
Come riporta Ansa, lo hanno reso noto gli avvocati dell’imprenditrice, Giuseppe Iannaccone e Marcello Banache, che hanno sottolineato come la loro assistita “non ha commesso alcun reato. Restiamo fermamente convinti che questa vicenda non abbia alcuna rilevanza penale e che ogni profilo controverso sia già stato affrontato e risolto avanti l’Agcm. L’interlocuzione con i pm non ha avuto l’esito auspicato e la Procura ha preferito demandare al giudice del dibattimento ogni decisione nonostante sia evidente l’assenza di condotte costituenti reato e la mancanza delle condizioni di procedibilità. L’innocenza della nostra assistita verrà certamente acclarata in giudizio che affronteremo serenamente”.





