Il coronavirus miete un’altra vittima: il Cirque du Soleil dichiara la bancarotta assistita. Il tendone dei sogni sceglie questa opzione e lo stop repentino di tutti i suoi spettacoli in giro per il mondo, terminando un’era indescrivibile ed unica nel suo genere.

L’obiettivo però, è di non chiudere in maniera definitiva, ma di ristrutturare il proprio debito e tornare a incantare con i suoi spettacoli acrobatici i suoi milioni fan in decine di paesi. Un obiettivo che, al momento, sembra ambizioso: come tutte le società di intrattenimento che dipendendo su eventi di larga scala e affollati, il circo dei sogni si scontra con i lockdown e i divieti di assembramento imposti a livello globale per cercare di contenere il coronavirus. Divieti che hanno spento le luci di Broadway almeno a gennaio 2021, facendo sprofondare in una crisi nera tutta l’industria dello spettacolo e dell’intrattenimento.

Il circo si è affacciato alla pandemia già appesantito da un forte debito accumulato negli ultimi anni per finanziare una serie di acquisizioni decise per diversificare la sua offerta. Nel 2017 ha infatti acquistato Blue Man Production, nel 2018 la società di intrattenimento per bambini VStar Entertainment Group. Nel 2019 ha aggiunto al suo portafoglio Works Entertainment e la sua troupe di prestigiatori chiamata Illusionists. Quando la pandemia è scoppiata il Cirque du Soleil aveva solo sulla Strip di Las Vegas, per la quale è un’istituzione da anni, sei spettacoli su 44 a livello globale.  

Il coronavirus ha colpito il Cirque du Soleil

Quando la pandemia è scoppiata il Cirque du Soleil aveva solo sulla Strip di Las Vegas, per la quale è un’istituzione da anni, sei spettacoli su 44 a livello globale. Nato sul successo di diversi artisti di strada del Quebec, il Cirque du Soleil ha presentato la sua richiesta di bancarotta in Canada.

I maggiori azionisti, in base all’accordo raggiunto, inietteranno 300 milioni di dollari di liquidità nel Cirque du Soleil ristrutturato per facilitare la sua ripartenza, aiutare i dipendenti e farsi carico di alcuni degli oneri della società, fra i quali il rimborso dei biglietti per gli spettacoli cancellati. Per i fan del Cirque più famoso del mondo la bancarotta e la fine di un’era sono un colpo difficile da digerire, soprattutto perché al momento di naviga nel buio sul quando il sipario tornerà ad alzarsi.

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