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Coronavirus, Cina: aumentano femminicidi e richieste di divorzio

Gli effetti della convivenza forzata in Cina stanno portando ad un aumento dei casi di femminicidio e richieste di divorzio.

Aumentano femminicidi e richieste di divorzio 

La violenza sulle donne non si ferma neanche in tempo di pandemia, anzi aumenta, con numeri drammatici. I primi dati arrivano dalla Cina, dove è iniziata l’epidemia di COVID-19.  Nella provincia centrale di Hubei, vicino a dove è iniziata la pandemia a Wuhan, si registrano 162 segnalazioni di violenza di genere in febbraio, tre volte di più rispetto alle 47 segnalate nello stesso mese del 2019. Feng Yuan, co-fondatrice di Equality, un’organizzazione non governativa di Pechino che si occupa di violenza di genere, dice che c’è stato un aumento delle richieste di aiuto alla sua organizzazione. L’isolamento fa emergere tendenze latenti per la violenza che c’erano prima, ma che non venivano fuori. L’isolamento rende, inoltre, più difficile anche la ricerca di aiuto. La polizia, infatti, era così impegnata a far rispettare la quarantena che non era in grado di rispondere alle chiamate di emergenza delle vittime di aggressioni, le donne che subivano violenze non potevano uscire, e i tribunali che normalmente emettono ordini di protezione erano chiusi. La Cina ha approvato la prima legge sulla violenza domestica nel 2016. Dal Congresso del popolo si precisa che il governo“proibisce ogni forma di violenza domestica, specificando che non si fa soltanto riferimento ad una violenza fisica ma anche psicologica.” 

In aumento anche le richieste di divorzio 

I tassi di divorzio stanno aumentando dopo che molte famiglie e molte coppie sono state costrette ad una convivenza forzata per evitare la diffusione del virus. Le richieste di divorzio hanno iniziato a crescere nel Paese proprio quando le coppie hanno iniziato a uscire dalla quarantena. La città di Xian, nella Cina centrale, e Dazhou, nella provincia del Sichuan, hanno entrambe registrato un numero record di domande di divorzio. Nel Miluo della provincia di Hunan a metà marzo, “i membri dello staff non hanno avuto nemmeno il tempo di bere un bicchiere d’ acqua” per il gran numero di persone in fila per chiedere il divorzio. Dal 10 febbraio, il numero di divorzi registrati in città ha raggiunto le 206 unità, rispetto ai 311 matrimoni. L’avvocato divorzista di Shanghai Steve Li dello studio legale Gentle & Trust, dichiara in un articolo della Bloomberg, che il suo carico di lavoro è aumentato del 25% da quando l’isolamento della città si è attenuato a metà marzo.

Il divorzio in Cina 

L’aumento dei divorzi in Cina non è una novità, il numero dei casi è in costante aumento dal 2003, anno in cui le leggi sono state liberalizzate. Più di 1,3 milioni di coppie hanno divorziato quell’anno, e i numeri sono aumentati gradualmente per 15 anni, raggiungendo il picco di 4,5 milioni nel 2018, secondo le statistiche del Ministero degli Affari Civili. L’anno scorso, 4,15 milioni di coppie cinesi hanno divorziato. I tribunali locali cercano costantemente di introdurre misure “disincentivanti”, come per esempio: un periodo obbligatorio di riflessione e la mediazione gratuita. 

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