Il Cinema Troisi di Roma riapre nell’autunno del 2020. Una notizia attesissima e diffusa, oggi, dai ragazzi dell’Associazione “Piccolo America che sarà il gestore dell’immobile e regolari vincitori di un bando di gara dell’ex amministrazione Marino. Le operazioni di demolizione interne, già autorizzate da Soprintendenza e appositi uffici comunali, cominceranno lunedì 25 novembre

Un progetto che ammonta a un investimento di 1.426.942 euro. 

“Di questi – spiegano i ragazzi – abbiamo ottenuto 1.041.554 euro attraverso la partecipazione al bando del Piano straordinario cinema del MiBACT. Un altro finanziamento di 100.000 euro proviene dalla Regione Lazio (concorso pubblico Creatività 2020). Inoltre, grazie a un accordo con SIAE a sostegno del progetto di digitalizzazione della sala e al contributo di altri sponsor, abbiamo reperito ulteriori 100.000 euro. I restanti 185.388 euro provengono dai nostri fondi e da donazioni (circa 30.000 euro) ricevute dai sostenitori, raccolte durante le arene estive o direttamente online, e da contributi offerti da personalità del mondo dello spettacolo”.

Credits: Andrea Littera
Credits: Andrea Littera

A firmare il progetto, gli architetti Claudia Tombini e Raffaella Moscaggiuri. Un unico grande schermo da 13 metri, digitalizzazione in 4K di ultimissima generazione e 300 poltrone riempiranno gli spazi. In più un foyer bar e un’aula studio-biblioteca da 40 postazioni aperta 24 ore su 24, con area esterna negli spazi della terrazza. 

Per quanto riguarda la programmazione, i giovani gestori anticipano la linea:

“Ci lasceremo ispirare dalla multiprogrammazione e dalle iniziative proposte dal Cinema Beltrade e Cinema Mexico di Milano, dalla Fondazione Stensen di Firenze, dal Visionario di Udine, dal CINEMAZERO di Pordenone e dal PostModernissimo di Perugia: tutte sale indipendenti che, diventate reali catalizzatori di nuovo pubblico, riescono a dare visibilità e voce anche alle opere più piccole e meno conosciute”. 

La storia del Cinema Troisi di Roma

Storico cinema interno all’ex Casa GIL, sala parrocchiale negli anni ’50 fino al ’97, quando Cecchi Fori ne rilevò la gestione. Fallito il circuito dell’imprenditore, il cinema passò a Ferrero, per poi rientrare a far parte del patrimonio comunale dopo lo sgombero del 6 marzo 2015 nei confronti della stessa Mediaport, che in realtà lo occupava senza titolo e lo teneva chiuso dal 2012, cioè da quando aveva licenziato gli storici lavoratori della sala. Dopo lo sgombero, la giunta Marino pubblica il bando “Patrimonio Comune” per assegnare la gestione, che i giovanissimi del Cinema America hanno vinto nel 2016. Il percorso però si è inceppato subito tra ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato. 

L’iter giudiziario

“Superati questi primi scogli giudiziari, scopriamo che la struttura, oggetto di abusi edilizi da parte delle precedenti gestioni, necessitava anche di un processo di conformità statica, urbanistica ed edilizia, senza il quale non si sarebbe potuta effettuare la stipula del contratto con Roma Capitale

– spiegano ancora i membri dell’associazioni culturale 

Nel 2018 arriviamo finalmente alla firma con il Campidoglio, per un periodo di 12 anni e un canone di affitto mensile agevolato per no-profit di 2.800 euro. Alcuni mesi dopo, a maggio 2018, vinciamo il finanziamento del MiBACT. Ma, a causa di altri ricorsi, l’erogazione dell’anticipo del contributo viene sbloccata solamente nel mese corrente”

Il termine dei lavori è previsto per luglio, mentre la riapertura per l’autunno 2020.

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