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Maggio 9, 2021, domenica

Circuito di Mandalika MotoGP, per l’ONU violati i diritti umani

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In questi giorni si è svolta la supervisione da parte di Dorna e FIM del nuovo circuito di Mandalika, in Indonesia. Capirossi, Uncini e Carlos Ezpeleta si sono recati nel paese indonesiano per assistere ai lavori di costruzione del circuito. Il nuovo impianto dovrà ospitare in futuro sia le gare della MotoGP che della SBK. Contro questa opera si è però scagliata l’ONU.

Le Nazioni Unite hanno denunciato la violazione dei diritti umani nei confronti della popolazione che vive in quei luoghi. L’obiettivo del progetto infatti non è solo creare un circuito, ma rendere l’isola una vera e propria attrazione turistica. Questo ha finito per richiamare l’attenzione dell’ONU. Il dito è puntato soprattutto verso i progettisti del circuito e per l’investimento di oltre 3 miliardi di dollari. Una situazione non facile da gestire quindi, visto quanto Dorna abbia a cuore questa nuova tappa del Mondiale.

Le dichiarazioni dell’ONU contro il Circuito di Mandalika

Sul posto Franco Uncini, Loris Capirossi e Carlos Ezpeleta hanno supervisionato i lavori e li hanno approvati a pieni voti. A differenza delle Nazioni Unite che, il 31 marzo, hanno riportato in una relazione le seguenti pesanti considerazioni:

“Fonti credibili hanno scoperto che i residenti sono stati soggetti a minacce e intimidazioni. Essi sono stati sgomberati con la forza dalla loro terra senza alcun risarcimento. Tutto questo senza che l’autorità indonesiana abbia offerto risarcimento o una soluzione valida alla controversia sugli espropri di terreni”.

Ispezione da parte di Dorna e FIM nel luogo in cui sta sorgendo il circuito di Mandalika, in Indonesia – Photo Credit: Twitter Page MotoGP

La relazione prosegue in questo modo:

“Non è più il tempo di costruire circuiti da corsa e infrastrutture turistiche transnazionali ad esclusivo benefico di una manciata di attori economici. Le economie post-COVID dovrebbero concentrarsi sul benessere delle comunità locali, sul miglioramento dei loro mezzi di sussistenza e sulla partecipazione al processo decisionale. Esortiamo il governo indonesiano a garantire che l’ITDC rispetti i diritti umani e lo stato di diritto. Così come l’Asian Infrastructure Investment Bank e le imprese private a non finanziare progetti che contribuiscono a violazioni e abusi dei diritti umani.

Alcune indiscrezioni parlano di pescatori e agricoltori che sarebbero stati soggetti a minacce, costringendoli a lasciare i propri terreni. Questo avvertimento da parte dell’ONU potrebbe portare Dorna a pensare ad un eventuale blocco del progetto del circuito di Mandalika. Al momento l’appuntamento indonesiano per la MotoGP è previsto per marzo 2022, con dei test sul finire della stagione 2021. Ora però la situazione potrebbe drasticamente cambiare.

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Erica Zizzi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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