Cittadella e Verona: due modi diversi di tifare a contendersi la A

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Di Redazione Metropolitan

Da una parte l’amore che non vede altro, dall’altra la costante voglia di andare contro tutti in stile inglese.

Anche questa stagione volge al termine e noi vogliamo rendere il giusto onore ad una finale play off di Serie B che promette spettacolo. Il nostro approfondimento settimanale sarà proprio dedicato alle tifoserie protagoniste di questo match che regalerà la Serie A tra Cittadella e Verona.

Il Cittadella e i suoi tifosi magici

L’amore è tutto in questo sport anche se i soldi lo stanno mettendo in secondo piano, ma se ci sono dei tifosi che non lo ha dimenticato, questi sono i sostenitori del Cittadella. Lo abbiamo visto nei precedenti approfondimenti, l’amore è ciò che trascina tutte le squadre a dare il massimo.

Cittadella e Verona
Gli ultras del Cittadella allo stadio “Peiercesare Tombolato”. Credit: pianetaempoli.it

Questo amore per la squadra non è dato principalmente dal cuore ultrà, ma è la tifoseria classica ad incitare la squadra. Sono i tifosi non organizzati a farsi sentire di più durante le partite. Questa stranezza deriva da una vicenda di alcuni anni fa, in cui i cori degli ultras vennero scambiati per insulti al vecchio presidente dal Centro Coordinamento Clubs Granata.

In tutta la vicenda, però, il Coordinamento dimenticò che furono proprio gli ultrà ad attuare alcune iniziative per il presidente Gabrielli. Una di queste fù fatta per la prima storica promozione in serie B, quando gli ultrà andarono sotto casa di Gabrielli per ringraziarlo. Amore, quindi, non solo per la squadra, ma anche per chi dimostra di tenere al club.

Striscioni e attaccamento

Mai una volta contro qualcosa o qualcuno, il “Club Granata” sprona sempre la squadra a dare il massimo. Comportamento che piace anche ai giocatori, come dimostrato tre anni fa, quando il portiere Alfonso, dopo aver ottenuto la promozione in B, si arrampicò sulla traversa a fare l’ultrà.

Solo un anno prima, durante il match contro il Frosinone, nonostante il serio rischio di retrocedere, gli ultrà esposero striscioni di puro amore come: <<La passione non retrocede>>, <<Noi ultimi a mollare. Avanti ultras>> L’anno scorso, invece, in occasione della partita contro il Vicenza, venne esposto una maglia granata gigante con sotto la frase <<Più bella cosa non c’è>>, riproponendo parte del ritornello della celebre canzone di Ramazzotti, dedicata alla squadra.

Ultras veronesi: l’anticonformità che diventa conformità

Contro tutto e tutti, sempre e comunque. E’ questo, in sostanza, il motto degli ultrà dell’Hellas, il pensiero che li contraddistingue fin dai tempi delle “Brigate Gialloblu”. Mai tranquilli,in lotta con tutti, ma da attaccabrighe sono diventati vittime di ogni tifoseria italiana per il loro comportamento goliardico al limite dell’arrogante.

Cittadella e Verona
La curva sud dell’Hellas Verona allo stadio “Bentegodi”. Credit: corrieredellosport.it

Ai tempi delle Brigate Gialloblu, gli ultrà veronesi erano soliti andare allo scontro con chiunque, soprattutto contro le tifoserie che non appoggiavano il loro modo “british” di tifare, soprattutto dopo il gemellaggio di quasi 40 anni fa con il Chelsea.

Sempre contro, come il periodo in cui le tv iniziarono a dare il via al “calcio moderno”; se tutte le tifoserie criticavano la spessettamento delle partite, i veronesi risposero con un <<Lotta al calcio moderno? Scusate, ma non abbiamo tempo>>

Quando nei primi anni del 2010 fù introdotta la Tessera del Tifoso per seguire la squadra in trasferta, tutte si ribellarono, il Verona no, rispondendo a tutti così: <<Se per seguire il Verona serve la tessera, noi ci tesseriamo >>.

L’anticonformismo che si trasforma in conformismo, appoggio alle isitituzioni, anche se queste anni prima avevano distrutto le Brigate Gialloblù.

Tutti contro gli ultras del Verona

Lo stile british accennato prima, un tempo molto apprezzato perchè molto all’avanguardia, ora viene visto come troppo provocatorio e aggressivo, cosa che alle nuove tifoserie non piace. Il coro sempre alto e forte, lo stile goliardico oltre modo che per gli ultrà veronesi vuol dire attaccamento della squadra alla città, dal resto del panorama ultras è visto come arrogante e prepotente.

Fin dagli inizi, il tifoso dell’Hellas, pone davanti a tutto l’appartenenza alla città; per loro tifare una squadra che non è della propria città è inaccettabile. Atteggiamento che al tifo odierno non piace per niente, inoltre la propensione al pensiero politico di destra storce il naso a molte tifoserie non schierate o di sinistra.

Sono soprattutto le tifoserie dei club del sud Italia ad avercela con gli ultrà veronesi, a causa dei continui cori contro i meridionali. Questo ha portato molte tifoserie del sud “ad aspettare” gli ultrà veronesi in trasferta, per “fargli pagare” anni di insulti razzisti.

La finale

Ci sono tutti gli ingredienti sportivi e goliardici per far si che questo doppio scontro tra Cittadella e Verona sia spettacolare. Due tifoserie innamorate con modi diversi di supportare la squadra: da una parte una tifoseria che pensa solo alla propria squadra, dall’altra la pazzia dei veronesi pronti ad urlare per 180′.


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