Secondo quando riportato da Repubblica, Alessia Miele, pm del caso, addebiterebbe a Clizia Incorvaia di aver diffuso senza il consenso dell’ex marito foto e immagini e video con la figlia Nina in almeno cinque contesti pubblicitari «in palese violazione degli impegni assunti in sede di separazione dall’ex coniuge Sarcina, e al fine di trarre profitto per sé e per altri». Decisivo sembrerebbe un sms, conservato da Sarcina come prova di un uso a suo parere scorretto delle immagini.

Clizia Incorvaia, quindi, è stata rinviata a giudizio dopo la denuncia di Francesco Sarcina, l’ex marito e frontman delle Vibrazioni che aveva accusato l’ex moglie di usare senza il suo consenso le foto della figlia minorenne a fini commerciali. Incorvaia è una nota influencer, ma ultimamente la piccola era apparsa soprattutto, schermata, nelle scene familiari accanto al nuovo compagno di Clizia, Paolo Ciavarro, e alla madre Eleonora Giorgi. Scene di intimità prima della scomparsa dell’attrice

Incorvaia, attuale moglie del conduttore televisivo Paolo Ciavarro, deve rispondere dell’accusa di violazione della legge sulla privacy della figlia minorenne per trarne profitto, secondo quanto riportato da la Repubblica. La pm Alessia Miele ha stabilito che “al fine di trarre profitto per sé e per altri, in palese violazione degli impegni assunti in sede di separazione dall’ex coniuge Sarcina procedeva in assenza del suo consenso alla diffusione sul web di foto e immagini e video ritraenti la figlia Nina” in almeno cinque pubblicità per brand di abiti o scarpe da bambine. La modella alle richieste di Sarcina di non pubblicare foto della figlia Nina per contenuti pubblicitari, avrebbe risposto così: «Io la campo grazie ai brand di moda e pago la scuola, vestiti, etc». Il messaggio di Incorvaia decisivo per la procura di Roma sarebbe un’ammissione di usare foto della bambina per trarne profitto economico senza alcuna autorizzazione da parte del padre.

Sui social la modella, dopo aver scoperto di essere stata rinviata a giudizio si è difesa così: «Quando una coppia finisce i figli vanno lasciati fuori. Dei bravi genitori dovrebbero sapere ciò e trovare un accordo», ha scritto in una storia. «Essere un bravo genitore significa fare un passo indietro di fronte alla propria rabbia. Amare più della rabbia: questo ciò che insegno a mia figlia Nina». Il riferimento è a una presunta ritorsione da parte del padre di sua figlia, Francesco Sarcina.