In Italia, attualmente, una donna non può decidere di dare il cognome materno al proprio figlio poiché il cognome del padre ha una priorità assoluta tra i due, può al massimo, inserire il proprio cognome dopo quello del padre, come cognome secondario e solamente se il padre è d’accordo con tale decisione. Questo sistema di automatismo del cognome paterno rispecchia un paese che ha ancora molta strada da fare per raggiungere una parità di genere che possa permettere ai genitori di decidere insieme e in maniera egualitaria quale cognome dare ai propri figli.

L’Italia indietro rispetto altri paesi europei

Da un confronto comparativo con altri paesi europei emerge che in effetti l’Italia rimane un paese patriarcale che ancora oggi fatica ad adeguarsi ai cambiamenti sociali dei nostri tempi, in cui la parità di genere non deve essere più solo un miraggio ma al contrario entrare nella nostra ottica di ‘normalità’ con leggi appropriate. In Spagna, ad esempio, vige la regola del doppio cognome, composto da quello paterno e materno, ma sono i genitori a poter decidere l’ordine, di conseguenza parliamo di cognomi che hanno la stessa importanza. Non come in Italia che per ora c’è un cognome di serie a e un cognome di serie b, cioè, quello materno.

In Francia, i genitori possono scegliere quale cognome dare ai figli, tra quello materno o quello paterno oppure entrambi i cognomi con l’ordine stabilito dai genitori. Situazione simile in Germania, dove i genitori possono dare il cognome di famiglia oppure decidere tra quello materno o paterno in base alla loro scelta.

Il cognome è identità non solamente un dato anagrafico, proposta al Senato

Il cognome costituisce un dato essenziale per l’identità di un individuo e per tale motivo è necessario che i genitori abbiano la possibilità di scegliere quale cognome dare ai propri figli, senza dover ricorrere ad uno schema di sequenza già stabilito dalla legge. Entrambi i genitori in quanto tali hanno la stessa importanza su un figlio e anche i loro cognomi devono avere la stessa importanza senza che quello del padre sia anteposto a priori. Inoltre, far decidere ai genitori quale cognome dare al figlio non solo garantirebbe un passo in avanti contro la disparità di genere ma contribuirebbe a rendere l’Italia un paese più vicino agli altri paesi europei.

Il 15 febbraio scorso, sono stati presentati 5 ddl al Senato per introdurre una riforma che consenta ai genitori di poter decidere liberamente quale cognome dare ai propri figli. I 5 disegni di legge presentati dovranno essere assemblati in un testo unico o in alternativa verrà scelto uno tra i 5 ddl come testo base. L’obiettivo delle proposte è quello di superare il gap di genere attuale e concedere ad entrambi i genitori il diritto di dare il proprio cognome ai figli.

Grandissima rivoluzione in atto

L’idea principale è quella di dare pari dignità alla coppia in questo modo: I genitori possono decidere se dare il cognome materno oppure quello paterno e nel caso in cui concordassero di dare entrambi i cognomi, possono decidere liberamente l’ordine. Nel caso in cui, i genitori non riescano a prendere decisione sull’ordine dei cognomi si procederà per ordine alfabetico.

La prima firmataria della proposta è stata Alessandra Maiorino del partito cinquestelle la quale definisce la riforma “grandissima rivoluzione” che consente la possibilità di trasmettere la propria identità ai figli, non solo quella maschile ma anche quella femminile. Tale proposta sarebbe anche molto coerente con i principi di libertà e uguaglianza della nostra Costituzione. Ora però, bisogna vedere se la riforma riesce ad attuarsi prima della scadenza della legislatura e diventare finalmente un passo concreto per il nostro paese.

Claudia Innocenti

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