Il primo major dell’anno è stato rinviato a data da destinarsi, così come molti altri tornei. Ad aprile non si vivrà come ogni anno la settimana ad Augusta. Si può però rivivere delle emozioni delle edizioni passate. Ecco i collassi al Masters più clamorosi dell’ultimo decennio.

Collassi al Masters: Rory McIlroy nel 2011

Il numero uno del mondo attuale Rory McIlroy è il primo protagonista del suo collasso al Masters del 2011. Al tempo il giocatore nord irlandese era solamente 21enne. Dopo tre giri di dominio sul resto del field, Rory aveva la bellezza di quattro colpi di vantaggio. L’ultimo giro però non inizia nel migliore dei modi: si trova uno sopra il par di giornata dopo nove buche con un solo colpo di vantaggio. Il peggio però arriva dalla 10 alla 12: segna un triplo alla 10, bogey alla 11 e doppio alla 12 che lo tagliano completamente fuori dalla competizione al titolo. Dopo questo crollo sono in molti a dare McIlroy come un giocatore finito ma, dopo soli due mesi, vince con 8 colpi di vantaggio lo U.S Open. Ad oggi però non ha ancora vinto una giacca verde, unico torneo major che gli manca in bacheca.

Rory McIlroy alla buca 11 durante l’ultimo giro (Credit: Inpho)

Jordan Spieth nel 2016

Il giocatore statunitense entrava nella settimana del Masters da vincitore dell’anno prima e da numero due mondiale. Dopo una grande partenza si trova leader dopo tre giri con un colpo di vantaggio. L’inizio dell’ultimo round è magistrale, trovandosi grazie a ben cinque birdie nelle prime 9 con 5 colpi di vantaggio sul secondo. L’inizio delle seconde però succede quello che nessuno si poteva aspettare: due bogey alla 10 ed alla 11 gli fanno perdere due colpi. Il peggio però arriva alla 12: due palle in acqua e quadruplo bogey, portandolo a dover inseguire Willett che si trovò all’improvviso leader. Spieth provò a rientrare con due birdie che non gli bastarono, fu il giocatore inglese a vincere di tre colpi.

Collassi al Masters
Spieth, scuro in volto, ha appena perso il Masters in malo modo, è costretto a premiare Willett (Credit: Getty Images)

Francesco Molinari nel 2019

Purtroppo c’è anche il nostro Francesco lo scorso anno nei collassi al Masters dell’ultimo decennio. Il nostro portacolori è riuscito durante i primi tre giri a trovarsi leader di due colpi sui secondi. Il vantaggio accumulato lo riesce a mantenere fino alla buca 11. Purtroppo al par 3 maledetto della 12 finisce con il tee shot in acqua che lo fa scivolare sempre primo ma a pari merito con altri giocatori. Si chiudono completamente le porte della vittoria quando, colpendo una pigna con il terzo colpo alla 15, finisce in acqua costringendolo ad un altro doppio bogey. Vincerà Il torneo Tiger Woods con due colpi di vantaggio su Francesco, il quale chiude quinto. Purtroppo subirà l’influenza di questa gara per tutto il resto della stagione, dove non riuscirà ad esprimersi ai suoi livelli.

La delusione di Francesco Molinari (Credit: Sports Illustrated)

Il Masters, si sa, è una gara dal fascino unico che ha scritto la storia del golf e di molti giocatori. Non sarà facile quest’anno doversi privare ad aprile di questo spettacolo. Si dovrà solo sperare che l’emergenza rientri nel più breve tempo possibile ristabilendo la normalità e riportando lo spettacolo che il golf sa dare.

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