Musica

Coma Cose: anche tornare è un meraviglioso modo di salvarsi

Esce oggi 4 novembre il terzo album dei Coma Cose, Un meraviglioso modo di salvarsi. Il disco pubblicato per Asian Fake, Epic Records (Sony Music Italy) è stato anticipato dal singolo Chiamami uscito lo scorso ottobre.

Coma Cose e l’importanza di fermare il tempo

coma cose © rockon.it

Entrati nel mondo musicale passando per l’indie, i Coma Cose si sono fatti conoscere dal grande pubblico nazionale grazie alla partecipazione all’edizione 2021 di Sanremo. Fiamme negli occhi, il brano con cui hanno partecipato a quell’edizione del festival, è stato seguito dall’album Nostralgia, uscito ad aprile dello stesso anno, e da un tour sold-out in tutta Italia. Dopodichè, i Coma Cose sono spariti dalle scene e dai social, hanno dato forfait a tutti, evaso le aspettative.
Ritornano oggi per presentare il loro terzo album in studio.

La squadra di produzione è la stessa di sempre: Mamakass e lo stesso Fausto Lama Zanardelli. Il racconto è quello di una crescita, un’evoluzione artistica di cui Fausto e California (Francesca Mesiano) hanno preso consapevolezza proprio nei mesi in cui si sono fermati, grazie al tempo e allo spazio che hanno ritagliato per se stessi.

Rimanere costretti in un duo sarebbe stato come continuare a recitare il ruolo che l’industria musicale e il pubblico si aspettavano. Così, Fausto e Francesca hanno rimescolato le carte in tavola e scritto un progetto che, più che di un duo, sembra di una band. Infatti, come anticipano in varie interviste, sul palco del tour saranno in otto, insieme ai musicisti.

“Abbiamo scelto questo titolo perché sottende una domanda, ammettere che c’è qualcosa da sistemare per noi è il punto di partenza da cui costruire un dialogo con il pubblico, ci siamo messi a nudo, abbiamo parlato di noi e analizzato quello che ci circonda e la risposta forse l’abbiamo trovata alla fine del disco, riassaporando ogni giorno dell’ultimo anno.”

Un meraviglioso modo di salvarsi è un disco di intimità e verità

L’album è stato anticipato dal singolo Chiamami, uscito il 7 ottobre. Brano di passaggio, in cui i due dialogano tra loro senza abbandonare la dimensione di Fiamme negli occhi e Mancarsi. “Proteggimi, chiamami”: sono imperativi che implorano il ritorno di una relazione diventata ormai una guerra fredda, come tante nostre relazioni. Sonorità new wave, ritornello cantautorale, Chiamami è orecchiabile e deviante, perchè il disco si è poi rivelato molto altro ed in grado di andare oltre la regolarità della conversazione a due.

La terza traccia dell’album, Odio i motori ha in sè tante e varie sonorità. Un pezzo che racchiude tante scene: è estremamente figurativo e i due più che cantare sembrano recitare, dirigere, scrivere una sceneggiatura. Ascoltare la successiva Transistor è come entrare nei robotici anni 80: glitter intorno agli occhi, spalline metallizzate e invece si entra soltanto nella dimensione generazionale dell’inno che segue: La resistenza. Si cambia di nuovo musica, ma si racconta una verità: vivere è crescere; crescere è mutare. Probabile che la sentiate cantare da ragazzi in cerchio, seduti a terra sul pavimento di una piazza universitaria la prossima primavera.

Fare musica per far pace con passato e presente

In Foschia ritornano le descrizioni paesaggistiche che erano tanto presenti nello scorso album, Nostralgia. E ritorna un verso indimenticabile di Mancarsi: “Che schifo avere vent’anni” è diventato
“Che schifo avere ventagli”. Questo è citarsi e fare il verso a chi lo fa con convinzione.
Si procede tra analisi pungenti sulla contemporaneità in brani sia parlati che cantati come fossero una band anni 90, Rumore sociale e Napster; ballad alla Coma Cose come Sei di vetro e il rap come lo fanno loro, ovvero Sto mettendo in ordine. Naturalmente, poi, i calembour, ma dosati con più parsiomonia e più puntali.

Con l’ultima traccia, uno skit di 44 secondi, Epilogo si viene accompagnati fuori dal disco, come fuori da una sala del cinema alla fine del film. Si esce da un disco che al primo ascolto risulta incompleto, seppur ricco. C’è molta musica, a differenza dei precedenti, ma ci sono anche tante parole, tanti discorsi, tante riflessioni da fare su quegli stessi discorsi. L’impressione è sicuramente quella che Fausto e Francesca, i Coma Cose, abbiano fatto un album che volevano fare, come lo volevano fare.

La traccia di apertura del disco è Oltre gli alberi, uno skit recitato che sarebbe stato bene anche dopo Sto mettendo ordine. Allora provateci: come sarebbe l’ascolto di Un meraviglioso modo di salvarsi a partire da questa canzone?

Giorgia Lanciotti

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