Quando si parla di transizione ecologica, il dubbio più comune riguarda la reale capacità delle rinnovabili di soddisfare il fabbisogno globale. È un timore lecito, data la storica dipendenza dai combustibili fossili. Eppure, i dati del 2025 segnano un punto di svolta tutt’altro che irrilevante: la produzione di energia pulita non solo ha coperto l’aumento della domanda di elettricità, ma ha anche costretto i combustibili fossili a un arretramento strutturale, segnando un calo significativo a favore delle rinnovabili.

Calo dei combustibili fossili a favore delle energie rinnovabili

Un rapporto del centro di ricerca energetico Ember mostra come l’aumento dell’energia pulita registrato lo scorso anno è stato in grado di superare l’incremento complessivo della domanda mondiale di elettricità. Un traguardo reso possibile anche grazie all’impegno di Cina e India ad adottare l’impiego delle energie rinnovabili. La notizia ha assunto una valenza tale per due fattori principali: l’ambiente e l’instabilità geopolitica.

La prima ragione, come viene puntualmente evidenziato, è tutt’altro che recente. Anche se presa sottogamba in passato, l’influenza dei combustibili fossili che contribuiscono all’inquinamento ambientale è un fatto noto e consolidato. Sapere, quindi, che l’energia pulita è riuscita a superare l’incremento della domanda di energia è fondamentale per contrastare efficacemente il cambiamento climatico.

Il secondo fattore, seppur evidente, ha avuto modo di mostrarsi più concretamente dall’inizio del conflitto in Medio Oriente. Difatti, i Paesi che dipendono dai combustibili fossili sono stati duramente colpiti dalla guerra e dal blocco dello Stretto di Hormuz. Questi eventi hanno generato un aumento generalizzato dei prezzi e messo a dura prova gli approvvigionamenti, con un impatto significativo sull’economia globale. In questo scenario, la transizione verso le rinnovabili smette di essere solo una scelta etica e diventa una necessità strategica. La produzione di energia “a casa” significa avere, ad oggi, una garanzia di sicurezza energetica e una stabilità economica.

Adesso, a differenza del passato, la rottura sembra netta

Nicolas Fulghum, senior data analyst di Ember e uno dei principali autori del rapporto, spiega: «Arriviamo da un periodo, negli ultimi decenni, in cui la crescita della nuova domanda di elettricità significava crescita della generazione da fossili». Fulghum aggiunge che «la grande differenza rispetto a 10 o 15 anni fa, quando i governi promettevano di sviluppare le rinnovabili, è che oggi quegli impegni sono molto più credibili».

Secondo il rapporto di Ember, l’anno scorso l’energia solare ha superato l’eolico a livello globale, tanto da avvicinarsi all’energia nucleare. Eppure, la previsione sostiene che entrambe le fonti di energia rinnovabile potrebbero superare il nucleare già quest’anno. A questo si somma la diminuzione della produzione di fossili, tanto da non registrare alcun aumento l’anno precedente. Parliamo, per la prima volta, di una rottura netta. Fulghum afferma che, malgrado l’aumento della domanda di elettricità, «l’energia pulita sarà in grado di soddisfare strutturalmente questo aumento della domanda nei prossimi anni, per poi invertire la curva e ridurre la quantità di generazione fossile che utilizziamo».

E Trump?

Sembra che neanche Donald Trump, attraverso le sue politiche contro le energie rinnovabili, sia riuscito a intaccare il risultato di cui sopra. È anche vero che gli Stati Uniti hanno cercato in più occasioni di esercitare pressioni sui leader dell’industria affinché aumentassero la produzione di gas, carbone e petrolio. Eppure, in Europa la produzione di fossili è generalmente in calo. La direttrice della Columbia University Climate School, Alexis Abramson, ha affermato: «In questo momento vediamo prezzi del petrolio estremamente volatili a causa della guerra e credo che sempre più persone guardino all’argomento della sicurezza nazionale come a un motivo per chiedersi come elettrificare di più e come poter sfruttare meglio solare ed eolico, che non dipendono da altri Paesi».

Adesso che l’energia pulita dimostra di essere in grado di soddisfare la domanda in crescita e, contemporaneamente, contribuire alla sicurezza nazionale, la soluzione appare scontata. Per ragioni variegate, l’impiego dei combustibili fossili e l’economia che vi circola attorno, non appare più sostenibile, né economicamente né strategicamente.

Stefania Cirillo