L’11 Settembre del 2013 è morto nella sua abitazione di Roma Jimmy Fontana, all’anagrafe Enrico Sbriccoli. Era nato il 13 Novembre 1934 a Camerino.
Jimmy Fontana com’è morto
Andrea Sbriccoli, uno dei figli di Jimmy Fontana vuole stabilire la verità sulla scomparsa improvvisa del genitore.
Le parole del figlio di Jimmy Fontana. ”Mio padre non era malato da tempo. In 12 giorni di agosto abbiamo percorso 5 mila chilometri per tutta l’Italia per fare serate musicali, sempre affollate e piene di persone che lo seguivano con affetto. L’ultimo concerto – ha dichiarato – è stato con il Cantagiro a Terni domenica 8 settembre ed eravamo attesi nella nostra regione, le Marche, a Pioraco sabato prossimo, giorno in cui invece purtroppo celebreremo il suo funerale. La sua scomparsa è dovuta ad un’improvvisa febbre alta per un’infezione conseguente ad un problema che aveva ad un dente, c’è stato un abbassamento di pressione e qualcosa nel fisico non più di bambino ha ceduto. Mio padre non era affatto sparito, forse solo dalla tv, ma ha lavorato fino a qualche giorno fa con passione e successo”.
La carriera del celebre cantante, compositore e attore degli anni ’60

Impara a suonare il contrabbasso come autodidatta e, appassionatosi al jazz, prende a frequentare un locale di Macerata, l’”Hot Club“, in cui si esibisce insieme con amici. Diplomatosi in ragioneria, decide di trasferirsi a Roma: nella capitale si iscrive all’università a Economia e Commercio, e collabora con la “Roman New Orleans Jazz Band“.
Messo da parte lo studio, si dedica alla musica scegliendo lo pseudonimo di Jimmy Fontana (il nome è un omaggio a Jimmy Giuffre, sassofonista, mentre il cognome viene scelto casualmente su un elenco del telefono.
Dopo aver inciso per la Consorti alcuni standard jazz, entra nella “Flaminia Street Jazz Band” come cantante, registrando album per l’Astraphon. Quindi, forma la band “Jimmy Fontana and his trio“, e nello stesso periodo incontra Leda, la donna che diventerà sua moglie e che gli darà quattro figli: Luigi, Roberto, Andrea e Paola.
Si avvicina quindi alla musica leggera come solista, ottenendo riscontri positivi con il singolo “Diavolo” dopo aver sottoscritto un contratto con l’etichetta Hollywood.
Vincitore del Burlamacco d’Oro con il brano “Bevo“, Jimmy Fontana prende parte nel 1961 al Festival di Sanremo, cantando “Lady luna” insieme con Miranda Martino. Canta, poi, “Cha cha cha dell’impiccato” con Gianni Meccia, e “Non te ne andare“. Nel 1965 esce “Il mondo“, il suo successo più importante, scritto da Meccia e Gianni Boncompagni.
All’inizio degli anni ’70 scrive, insieme con Franco Migliacci, Carlo Pes e Italo Greco, la canzone “Che sarà“, allo scopo di proporla a Sanremo. In realtà il direttore artistico della Rca Ennio Melis regala il brano ai Ricchi e Poveri, bisognosi di una consacrazione nazionale, reduci dal successo de “La prima cosa bella”.
Jimmy Fontana in un primo momento non dà il permesso di usare la canzone, ma poi è costretto a cedere: il singolo si rivelerà un successo strepitoso, in Italia e nel resto del mondo. Rimasto colpito negativamente dalla vicenda, l’artista marchigiano non riuscirà più a bissare il successo degli anni ’70: abbandonato il mondo della musica, torna a Macerata per aprire un bar.
Il ritorno sulle scene risale al 1979, con la sigla de “Gli invincibili“, “Identikit“, mentre al Festival di Sanremo del 1982 viene proposta “Beguine“, con musica scritta dal figlio Luigi.
Dopo aver formato con Nico Fidenco, Gianni Meccia e Riccardo Del Turco “I superquattro“, torna sul palco di Sanremo nel 1994 con il brano “Una vecchia canzone italiana“, nel gruppo “Squadra Italia“: la canzone, tuttavia, si classifica solamente al 19esimo posto.
Negli anni 2000 il suo nome torna in auge a causa di una mitraglietta da lui posseduta negli anni ’70, e che si scopre essere stata ritrovata in un covo delle Brigate Rosse nel 1988, dopo essere stata usata per compiere numerosi attentati. Fontana, tuttavia, non risultata minimamente coinvolto nella vicenda, avendo venduto l’arma nel 1977.
Jimmy Fontana è morto, all’improvviso, l’11 settembre del 2013, all’età di 78 anni, a causa di un’infezione dentale che gli causò una febbre molto alta, fatale per il suo fisico non più giovanissimo





