Il 3 luglio 2026 è uscito il nuovo attesissimo album di Madonna dal titolo “Confession II”. Quindicesimo progetto in studio, il nuovo lavoro della popstar americana contiene sedici brani che in qualche modo rimangono fedeli al suo sound originale ed è concepito come un inno al ballo e ai suoi affetti più intimi. Inoltre, può essere definito come il secondo atto di “Confession On Dance Floor”, pubblicato nel 2005, il quale ha avuto un successo planetario con oltre dieci milioni di copie vendute e diverse settimane in vetta alle classifiche di oltre quaranta paesi.

“Confession II”, di Madonna – la nostra recensione

L’artista americana ha voluto in qualche modo omaggiare il mondo della danza, racchiudendo all’interno dei diversi brani dei rimandi alla pista da ballo intesa come luogo sacro in cui esprimersi e ed evadere per un pò dalla realtà. L’elemento nostalgico, inoltre, compare in più brani in riferimento sia ai vecchi club, sia alle sue origini. Lo stesso singolo “Danceteria” è un inno alla famosa discoteca di New York dove Madonna stessa ha iniziato la sua carriera.

Sono molti anche i riferimenti ai suoi lavori del passato, come “Justify My Love”, che rendono omaggio a tutta la sua carriera che ha fatto la storia della musica internazionale, rendendola l’icona che è oggi. Non mancano, però, nuove collaborazioni, come per il brano “Bring Your Love” feat. Sabrina Carpenter, o “My Sins Are My Savior” insieme a Stromae, in cui si uniscono i talenti di più artisti regalando all’ascoltatore hit che abbracciano un pubblico ancora più vasto.

Per di più, nel brano intitolato “The Test”, la cantante ha duettato con Lola, la figlia, attraverso note e parole che ricordano inequivocabilmente “Little Star”, contenuta nell’album del 1998 “Ray of Light”, lavoro che Madonna stessa aveva dedicato proprio a sua figlia. I riferimenti alla famiglia continuano anche nel brano “Fragile”, dedicato al fratello Christopher Ciccone, deceduto nel 2024, e in cui l’artista esprime tutto il suo dolore per la tragica perdita, esprimendo la speranza di potersi rincontrare nell’aldilà.

La lunga produzione dell’album prima del lancio

Confession II è stato “partorito” dopo circa tre anni di lavorazione, in cui l’artista si è dedicata totalmente alla realizzazione dello stesso per creare un disco che sia all’altezza di ciò che deve rappresentare, un omaggio alle persone e alle cose che ama di più. Il motivo di tanta attesa, prima del lancio, è da ricercare in due motivazioni principali: la realizzazione del film biografico e il cambio, almeno in parte, di rotta artistica.

La lavorazione alla sua pellicola e la sua mancata realizzazione, per l’appunto, le hanno prosciugato le energie e questo ha fatto in modo che scaturisse la necessità di realizzare qualcosa di forte impatto e che potesse renderle giustizia, tornando in qualche modo alle origini. Come afferma lei stessa, infatti, è “una medicina per l’anima”. Proprio per questo le tracce del progetto sono così intime e profonde, ricollegandosi agli inizi del suo lavoro, ai club in cui ha ottenuto il successo e alla sua famiglia.

L’album è accompagnato da un cortometraggio, dal titolo “Confession II – The Film”, che rende ancora più grande e creativo il lavoro della cantante statunitense. Presentato al Tribeca Film Festival, è stato diretto da Torso e racconta le prime tracce dell’album. Inoltre, i costumi sono stati forniti da Dolce & Gabbana e nella pellicola sono presenti anche la figlia Lola e Kate Moss.

La tracklist completa

I Feel So Free;
Good For The Soul;
One Step Away;
Bring Your Love (feat. Sabrina Carpenter);
Danceteria;
Read My Lips (feat. Feid);
Everything;
Love Sensation;
Love Without Words;
Bizarre (feat. Martin Garrix);
School;
Fragile;
My Sins Are My Savior (feat. Stromae);
Betrayal;
The Test (feat. Lola Leon);
L.E.S. Gir.

Articolo di Ambra Gabriella Samonà