Cultura

Consualia, il dio Conso e le celebrazioni originate dal Ratto delle Sabine

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Nel nuovo appuntamento della rubrica ClassicaMente, i Consualia; le antiche feste in onore del Dio Conso, risalenti all’origine della città.

Consualia, la storia di Roma e il Ratto delle Sabine

I Consualia erano delle antiche celebrazioni in onore del Dio Conso celebrate tre volte durante il corso dell’anno. Il Dio Conso era la divinità deputata agli approvvigionamenti, per questo motivo i riti a lui dedicati si riferivano ai raccolti. La prima cerimonia dei Consualia si svolgeva il 7 Luglio; in seguito, il 21 Agosto e, l’ultima il 15 dicembre, la festività più importante. A tal proposito, quest’ultima data, era nota come ”Grandi Consualia”. La celebrazione di metà Dicembre solennizzava la fine del lavoro nei campi quando, quindi, si terminava il raccolto. Lo storico romano Tito Livio nella sua celebre opera Ab Urbe condita dichiara che fu Romolo a istituire i Consualia quando predispose il famoso Ratto delle Sabine; vicenda fra le più antiche circa la storia di Roma diventata, nel tempo, leggendaria. Secondo la tradizione, infatti, Romolo in seguito alla fondazione dell’Urbe, cerca di stringere alleanze con le vicine popolazioni mirando all’ottenimento di alcune donne con l’obiettivo di procreare e popolare la nuova città. Al rifiuto di questa proposta da parte degli abitanti limitrofi, architetta un inganno: organizza uno spettacolo per attirare un numero elevato di persone residenti nelle zone circostanti e, di seguito, rapire le loro donne. Questi riti, giochi e feste erano proprio i Consualia:

«Predispose ad arte solenni giochi in onore di Nettuno equestre, giochi cui diede nome di Consuali. […] Accorse un gran numero di persone, anche per la curiosità di vedere la nuova città, e particolarmente i più vicini: i Ceninesi, i Crustumini, gli Antemnati. E venne anche, praticamente al completo, con mogli e figli, la popolazione dei Sabini.»

Il dio Conso, correlazione con Nettuno

Il Dio Conso si identificava in Neptunus Equestris, il Dio Nettuno, protettore degli equini. A tal proposito la figura di Nettuno si celebrava con corse di asini e cavalli; gli spettatori erano altrettanti equini ornati e agghindati in occasione delle celebrazioni. La correlazione fra Nettuno e l’egemonia sugli equini, probabilmente, proveniva dalla mitologia greca. Quando ad Atene il popolo era in procinto di scegliere se dedicare il Partenone a Poseidone, corrispettivo greco di Nettuno, o ad Atena si invitarono le due divinità a offrire un dono alla città; chi dei due avesse portato il dono migliore avrebbe vinto. Atena porta l’olivo, allegoria e simbolo di pace; Poseidone il cavallo da guerra. Gli ateniesi scelgono la pace offerta da Atena ma Romolo, invece, decide di prediligere Nettuno. Plutarco e Diongi d’Alicarnasso affermano che Nettuno Equestre e Conso erano, in realtà, nomi diversi per designare la stessa divinità. Conso è colui che protegge il raccolto; è la divinità dei granai sotterranei. Il suo altare era i nei pressi del Circo Massimo, riportato alla luce solo durante i Consualia.

Consualia, riti e celebrazioni

Una particolarità rituale dei Consualia è che, durante i festeggiamenti, era replicato il Ratto delle Sabine in una celebrazione teatrale; l’evento da cui scaturirono, per l’appunto, gli stessi riti. Durante i Consualia gli equini, sotto la protezione del Dio, erano imbellettati e agghindati con ghirlande di fiori; cavalli, muli o asini, animali destinati per i lavori agricoli, erano esenti ad ogni tipo di lavoro. L’altare di Conso era poi aperto al Flamen Quirinalis e alle Vestali in modo tale da compiere sacrifici in suo onore e purificare le primizie dei raccolti. L’altare era circondato anche da immagini di altre antiche divinità aventi la funzione di proteggere le messi nei vari stati della maturazione: SeiaSegezia e Tutilina.  Nel mentre, all’interno del Circo Massimo, si svolgevano i Ludi circenses; corse di cavalli, carri, competizioni e spettacoli introdotti da danze.

Stella Grillo

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Stella Grillo

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura. Italo Calvino

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