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Convegno Covid in Senato: non solo Bocelli

Il convegno sul Covid-19 in Senato, “sponsorizzato” dalla Lega e da Vittorio Sgarbi, si è tenuto lo scorso 27 luglio. L’incontro ha dato voce non solo a non-medici come Bocelli e Porro, ma anche ad esperti del campo medico-scientifico. Per citarne alcuni: Zangrillo, Bassetti, Tarro, De Donno e Gismondo.

Convegno Covid in Senato: non solo Bocelli - Photo Credit: www.in20righe.it
Convegno Covid in Senato: non solo Bocelli – Photo Credit: www.in20righe.it

Convegno Covid in Senato: i punti salienti

Il convegno ha sollevato diversi dubbi riguardo la pandemia e il lockdown scaturito. Esordisce la prof.ssa Gismondo citando la discrepanza tra i dati dell’ ISS (Istituto Superiore di Sanità) rispetto alle misure prese dal governo: “su 3000 cartelle solamente 12 pazienti erano morti esclusivamente per covid-19”. E poi “contagiato e malato non sono sinonimi – continua – in quanto non è detto che un paziente contagiato manifesti i sintomi della malattia”. L’argomento vira poi sulla “mancata possibilità di effettuare autopsie sui morti per covid-19” e quindi “studiarne gli effetti sul corpo umano”.

Il prorettore Zangrillo, dal canto suo, conferma l’assioma di qualche mese fa: “il virus è clinicamente morto”, frase, secondo il prof, frutto di studi e osservazioni multidisciplinari concernenti l’andamento clinico del virus durante e post lockdown. “Il 18 aprile abbiamo visto l’ultimo malato grave per SARS COV-2” sentenzia l’anestesista del S. Raffaele di Milano e “non possiamo che convivere con il virus”.

Il ‘controverso’ professore Giulio Tarro

Il professore Tarro parla della possibilità di immunizzazione cellulare verso la Sars-Cov-2, citando uno studio condotto a Singapore e sull’utilizzo esclusivo delle mascherine per i soggetti malati, per evitare altri contagi, il personale sanitario e in luoghi chiusi. Secondo il professore, uno studio condotto a Oxford confermerebbe che il virus “non sopravvive più di 6-7 minuti esposto a raggi UV”.

“All’ inizio di febbraio, qualcuno che si spacciava per virologo diceva che non ci sarebbe stata alcuna epidemia in Italia. E invece dal 20 al 22 febbraio, si palesa una bomba atomica in Lombardia e in altre 14 province”. E’ un passaggio dell’intervento del virologo durante l’incontro. Tarro allude al prof Roberto Burioni con il quale si è trovato più volte in disaccordo aggiungendo inoltre che il virus Covid-19 è destinato a scomparire, esorcizzando un’altra possibile seconda ondata.

“Si tenga presente – continua Tarro – il medesimo grado di inquinamento tra Wuhan e la Lombardia. Le relative particelle non rappresentano solo vettori del virus ma determinano anche l’apertura del recettore Ace, porta d’entrata del virus”. Aggiunge anche che “prima di considerare il vaccino, bisognerebbe valutare sia la terapia con anticorpi neutralizzanti, usata dal professore De Donno a Mantova, in collaborazione con il S. Matteo di Pavia, sia gli antivirali”.

Il commento del professore Galli sul convegno

“Penso che tutto quello che è stato detto non abbia alcuna base scientifica: è un messaggio inadeguato e pericoloso” sottolinea il professore di Malattie Infettive all’ Università degli Studi di Milano, Massimo Galli. In aperto contrasto con quanto dichiarato al convegno, Galli punta il dito soprattutto perché «nessuno di coloro che si sono espressi ha titolo per dare una opinione scientifica» sull’ epidemia.

Gli interventi di Sgarbi e Porro al convegno

A questo incontro sul Covid, è intervenuto anche il giornalista Nicola Porro che irrompe all’incontro sostenendo la libertà di pensiero e di informazione, criticando chi “affibbia l’appellativo negazionista” a chi la pensa diversamente. Politica inclusa.

“Ho sempre riportato ipotesi scientifiche di medici illustri cercando di dar loro voce” dice invece Vittorio Sgarbi, sdoganando la possibilità di “costituire un pensiero scientifico parallelo ad una posizione diversa qual è quella istituzionale, assunta come dogma.” Quindi il critico d’arte auspica che dall’incontro ne esca “un manifesto della verità medica che possa dare ai partecipanti voce istituzionale”.

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