La febbre da tradingsta diventando un problema per la Corea del Sud, i principali soggetti colpiti sono proprio i giovani. Il won è stata la valuta con le prestazioni peggiori in Asia, specie contro il dollaro USA. L’obiettivo del governo è di intervenire prima che si verifichi una svalutazione eccessiva della moneta: ecco la situazione finanziaria attuale.

Dipendenza da trading e le sue conseguenze

La debolezza del won si è intensificata a causa della “dipendenza dei sudcoreani dal trading in borsa”, una tendenza diffusa soprattutto tra i giovani. Il 2 dicembre, il parlamento sudcoreano ha approvato un innalzamento del tetto per l’emissione di titoli di stato in valuta straniera riservati al fondo per la stabilizzazione monetarie. Il limite, inizialmente fissato a 3,5 miliardi di dollari, l’anno prossimo aumenterà a 5 miliardi. Quanto sta accadendo mostra che il governo di Seoul prevede l’arrivo di tempi difficili. Quella che viene definita “febbre per il trading” porta l’uscita sostanziosa di capitale verso il mercato finanziario statunitense. L’acquisto di 30 miliardi di dollari in azioni statunitensi da parte dei sudcoreani, porta a una cospicua svalutazione del won.

Rhee Chang-yong, il governatore della Banca di Corea, si mostra preoccupato per i rischi che i giovani potrebbero correre cimentandosi nel trading. Vi è la possibilità, secondo quanto riportato dal ministro delle finanze, di sfruttare il fondo pensioni statali per cercare di stabilizzare il won. Il tutto attraverso la vendita di titoli in dollari. Gli investitori in questione sfruttano principalmente strumenti finanziari imprudenti, tra cui le criptovalute. Qualora si verificasse un’inversione dei mercati, si correrebbe il rischio di un annientamento dei risparmi. Il sistema finanziario, così come l’economia nazionale, potrebbero risentirne.

La dipendenza dal trading e gli accordi commerciali con gli Stati Uniti

La “febbre per il trading” di cui sopra non si verifica esclusivamente per la mancata percezione del rischio e dell’incertezza degli investimenti in borsa. Le misure prese dal governo per limitare la bolla immobiliare paradossalmente ha reso gli affitti più elevati, impedendo così ai giovani di poter sostenere le spese. Per questo motivo i giovani cercano di raccogliere quanto più patrimonio possibile per non soccombere ai costi proibitivi. La situazione finanziaria, secondo quanto riportato da Internazionale, è critica. Difatti molti giovani stanno abbandonando il lavoro per investire l’intera liquidazione in azioni.

In aggiunta è stato recentemente attuato un accordo commerciale con Donald Trump, il quale ha ridotto i dazi sulle automobili sudcoreane – dal 25% al 15% -. L’accordo, in cambio, prevede il versamento di 350 miliardi di dollari agli Stati Uniti. Di questi 350, 200 miliardi sono stati destinati a degli investimenti gestiti da Trump negli USA. Si parla di un versamento di 20 miliardi l’anno e di 150 miliardi nella cantieristica navale. Il forte deflusso di dollari dalla Corea del Sud rappresenta una minaccia concreta per la stabilità del won. Difatti dovrà versare, entro la fine del mandato di Trump nel 2029, una cifra ingente che potrebbe non garantire la stabilità monetaria.

Stefania Cirillo