Comunicati i dati relativi all’indagine sierologica anti Coronavirus

Resi noti dall’Istat e dal ministero della Salute i primi risultati dell’indagine sierologica. Oltre 1,4 milioni di italiani hanno sviluppato gli anticorpi. Test effettuati su 64.600 persone. I più colpiti risultano gli operatori sanitari e ristoratori

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I dati dell’indagine sierologica

Il ministero della Salute e l’Istat hanno diffuso i dati relativi all’indagine sierologica per il Coronavirus. Oltre un milione e 400mila italiani risultano con IgG (gli anticorpi, nda) positivo, il 2,5% della popolazione residente in famiglia. Questo significa che le persone entrate in contatto con il virus sono sei volte di più rispetto al totale dei casi ufficialmente registrati. “Il dato 2,5% di sieroprevalenza può sembrare basso, ma rischia di trasformarsi in un problema se non si è prudenti”, dichiara il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo. Le tecniche utilizzate per l’indagine hanno consentito di dichiarare stime coerenti con i dati di contagio e mortalità.

Secondo l’indagine non emergono differenze per quanto riguarda il genere. Donne e uomini risultano colpiti egualmente dal virus. Il dato di sieroprevalenza più basso è riscontrabile per i bambini piccoli da 0 a 5 anni e per gli anziani oltre gli 85 anni. Questo è dovuto ad un effetto di protezione da parte dei familiari. Per le categorie lavorative, i più colpiti dal Covid risultano gli operatori della sanità con il 9,8% e i ristoratori che superano il 4%. Preoccupa la percentuale degli asintomatici: sono il 27,3%, una quota non bassa.

“Lo studio sulla sieroprevalenza è uno dei tasselli decisivi per studiare il virus” – dichiara il ministro della Salute Speranza – “I dati ci dicono che l’impatto è stato importante. Il Governo proseguirà con la linea della cautela e del rigore”.

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