Le tradizioni sono destinate a cambiare e pare sia il caso anche di una nota ricorrenza sportiva statunitense. In tutti gli sport, così come nell’NBA, la squadra vincitrice è solita recarsi alla Casa Bianca per incontrare il presidente degli Stati Uniti. Tuttavia, dall’inizio della presidenza di Donald Trump, comprendendo entrambi i mandati, giocatori o intere squadre si sono rifiutati di prestarsi all’incontro poiché «un presidente che evoca rabbia e divisione, le cui parole ispirano dissenso e odio, non renderà l’America Great Again», come disse Kobe. Sembra che la tendenza sia la medesima anche quest’anno.
Tra febbraio e aprile 2026 su 118 cestisti a cui è stata posta la domanda, il 46,6% ha affermato che non si sarebbe presentato all’incontro. Eppure, se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna, giusto? Quest’anno, infatti, il presidente statunitense ha affermato che sarà presente alla finale di NBA prevista a giugno. Una presenza così di spicco ha, tuttavia, richiesto un livello di sicurezza superiore. Quali sono, quindi, gli accorgimenti necessari annunciati?
Donald Trump presente alla finale di NBA: quale sarà il livello di sicurezza?
La finale al Madison Square Garden tra i New York Knicks — squadra della città natale del presidente — e i San Antonio Spurs è prevista a breve. In ragione di ciò, sia le autorità locali che federali stanno strutturando un rigoroso piano di sicurezza affinché la salvaguardia di Trump sia garantita. Il programma presentato dalla Casa Bianca prevede che il presidente arrivi lunedì nella città di New York per assistere alla Partita 3 delle finali. Pare che l’invito sia arrivato proprio dal proprietario del Knicks, James Dolan, accettato poi di buon grado poiché «grande tifoso».
A differenza dei primi due incontri già conclusi, la sicurezza si rafforza. È prevista una chiusura totale dell’intera area del Madison Square Garden che impedirà l’accesso di veicoli e il transito di pedoni nella zona. Esclusi categoricamente anche i raduni per la visone collettiva della partita, evento già verificatosi per la Partita 1. L’accesso sarà consentito esclusivamente ai possessori di biglietti per assistere all’incontro, solo dopo un controllo minuzioso. È stato consigliato a tutti di non recarsi sul luogo con zaini o borse di qualsiasi dimensione visto che non sono ammesse all’interno della struttura. Il consiglio rivolto poi ai tifosi è di recarsi con largo anticipo, in prossimità dell’apertura del checkpoint previsto per le 18:30. In questo modo le autorità potranno effettuare i dovuto controlli senza eventuali ritardi.
Rich Esposito, ex vice commissario del NYPD, ha dichiarato a CBS New York: «È il primo presidente in assoluto ad andare a una partita dei playoff di basket. Quindi potete immaginare che il Garden avrà 50.000 tifosi, e ora c’è anche il corteo presidenziale in arrivo, con le strade bloccate». In aggiunta, sembra che anche il sindaco di New York, Zohran Mamdani, sarà presente all’incontro. Tuttavia, ha dichiarato ai giornalisti che si troverà in una zona «molto diversa» da quella occupata da Trump. Il livello di sicurezza annunciato si è reso strettamente necessario soprattutto a seguito dei tentativi di assassinio avvenuti nel 2024 e uno, più recente, avvenuto il mese scorso.
Stefania Cirillo



