Coronavirus, ecco tutte le novità sul vaccino di Oxford

L’università di Oxford ha comunicato risultati incoraggianti sul ChAdOx1, il potenziale vaccino contro il coronavirus.

Da Oxford arrivano notizie positive sul vaccino per il coronavirus, ma sono necessari ancora diversi test per verificarne l’efficacia

Finalmente la rivista scientifica Lancet porta una notizia positiva in merito al coronavirus. Lo Yenner Institute of Oxford University sta lavorando sul vaccino atto a combattere il protagonista di questo 2020, e i primi risultati sembrano positivi. Il ChAdOx1 (questo il suo nome scientifico) “ha indotto una forte risposta immunitaria e anticorpale fino al cinquantaseiesimo giorno della sperimentazione in corso”. Quest’ultima coinvolge 1077 adulti sani di età compresa tra 18 ai 55 anni e potrebbe portare, entro la fine dell’estate, alla scoperta della formula definitiva.

Il potenziale vaccino anti-coronavirus sfrutta il cosiddetto vettore virale: si usa un virus non aggressivo simile a quello che si vuole prevenire per stimolare l’organismo a produrre gli anticorpi adatti a combatterlo. Nei mesi di marzo e aprile il vaccino è stato testato con successo sugli scimpanzé, aprendo la strada per il test sull’uomo.

I prossimi passi

Attualmente il test, al quale contribuisce anche l’azienda italiana Irbm di Pomezia, è ancora in corso. I ricercatori si stanno concentrando sugli effetti della somministrazione di una seconda dose del vaccino, che potrebbe dare risultati ancora maggiori. Lanchet ricorda comunque che “devono essere svolti ulteriori studi clinici su questo prototipo di vaccino”, invitando alla prudenza. I test attuali infatti non hanno ancora dimostrato l’effettiva capacità di protezione del vaccino contro il coronavirus.
Il mese scorso l’Italia aveva firmato, tramite il ministro Roberto Speranza, un contratto con la svedese Astrazeneca che garantirà l’approvvigionamento di 400 milioni di dosi. L’accordo, siglato anche da Francia, Germania e Olanda, permetterà di distribuirlo prima agli operatori sanitari e ai più esposti e infine alla restante popolazione. Di questi 400 milioni, 60 dovrebbero risultare disponibili già a fine settembre.

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